Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/629

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imperò che nessuno movimento naturale si può assimilare per pari al movimento 1, che è per grazia d’Iddio. E bene dice a la mia ala: imperò che, come è stato detto di sopra, l’ale con che si monta mentalmente sono due, cioè la ragione che è l’ala sinistra, e lo intelletto che è l’ala destra: al cielo stellifero, ottava spera, non si può montare coll’ala della ragione, che non apprende se non natural montamento; ma coll’ala dello intelletto, che apprende per grazia data da Dio le cose sopra natura. S’io torni; ecco che conferma per ossecrazione lo suo veloce montamento, dicendo: Se io Dante, torni mai, Lettor; ecco che dirizza suo parlare al lettore, a quel devoto Triunfo; cioè di paradiso: triunfo è allegrezza di vittoria avuta sopra inimici, del quale è stato detto pienamente di sopra; e veramente la gloria di paradiso si può chiamare triunfo: imperò che triunfano li beati della vittoria avuta contra ’l dimonio, contra ’l mondo e contra la carne. per lo qual; cioè triunfo avere, io piango spesso Le mie peccata; cioè di me Dante, e ’l petto mi perquoto; dicendo mia colpa d’esse. Tu; cioè lettore, non avresti intanto tratto e messo Nel fuoco il dito; cioè tuo, che è cosa che quanto l’uomo più tosto può fare, tanto lo fa, in quanto viddi il segno; cioè io Dante, lo quale fu mentale vedere, e nessuna cosa corre più tosto che la mente, Che; cioè lo qual segno, segue ’l Tauro; cioè quel segno che si chiama Gemini, che viene di rieto a Tauro, secondo l’ordine dei segni del zodiaco, e fui; cioè io Dante, dentro da esso; cioè dentro da esso segno Gemini. Benchè l’autore finga che v’intrasse dentro, non si debbe intendere che v’intrasse se non co la mente; e la cagione, per che dice che si trovò più tosto in questo segno che in altro, si dirà di sotto. Seguita.

C. XXII — v. 112-123. In questi quattro ternari lo nostro autore finge che, quando fu dentro al segno che si chiama Gemini, congratulandosi a quelle stelle che fanno lo detto segno, perch’elli nacque quando lo Sole era in Gemini, dice sè avere avuto la influenzia dello ingegno suo da le dette stelle, siccome da cagione seconda: imperò che Iddio è prima cagione d’ogni umano bene, dicendo così: O gloriose stelle; cioè le quali costituite lo segno di Gemini; e dice gloriose; cioè piene di gloria: imperò che danno gloria a coloro, ai quali danno influenzia d’ingegno, o lume pregno 2 Di gran virtù; cioè pieno et atto a parturire grande virtù giuso; e ben dice lume: però che le stelle infundeno le sue influenzie coi suoi raggi de la loro luce e splendore, dal quale; cioè lume, io; cioè Dante, ricognosco Tutto, qual che si sia, il mio ingegno; cioè tutto l’òne da voi o buono, o rio che si sia, o grosso o sottile. Con voi

  1. C. M. al movimento mentale che è
  2. C. M. pregno; cioè o lume o sprendore pieno, Di gran virtù