Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/642

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intra l’amate fronde 1; cioè dell’arbore, in sul quale àe lo suo nido sta attento e ritto, Posato al nido dei suoi dolci nati La notte che; cioè la qual notte, le cose; cioè visibili, ci nasconde; cioè appiatta a noi omini, che nolle possiamo vedere per l’oscurità, Che; cioè lo quale uccello, per veder li aspetti disiati; cioè per vedere le cose che desidera di vedere, cioè unde possa prendere l’esca per arrecare ai suoi figliuoli; e però dice: E per trovar lo cibo 2; cioè conveniente ai suoi figliuoli, unde; cioè lo qual cibo, li pasca; cioè pasca loro, In che; cioè nella qual cosa, cioè nel pascere li suoi figliuoli, i gravi labor; cioè le gravi fatiche, li sono agiati: imperò che non l’increscono: ogni animale, che opera per natura, non li è faticoso l’operare, anco li è diletto, come a l’uomo lo mangiare et il bere e lo dormire, che sono atti naturali 3, sono faticosi; ma dilettevili, e così delli altri atti, Previene il tempo; cioè ragguarda il tempo inanti che venga, et apparecchiasi per andare a procacciare, in su l’aperta frasca, E con ardente affetto il Sole aspetta; cioè stando in su l’aperte foglie non chiuse, sicchè possa vedere l’alba quando lo Sole s’approssima al nostro emisperio, Fiso guardando pur che l’alba nasca; di questi colori, che l’aire muta è stato detto di sopra, quando altra volta fu detto dell’apparimento del Sole. Così la donna mia; cioè Beatrice, si stava eretta; cioè levata su per vedere mellio; ecco che adatta la similitudine: Et attenta; cioè sollicita, rivolta inver la plaga; cioè in verso la contrada del cielo, Sotto la qual; cioè contrada, il Sol mostra men fretta: lo Sole va molto dilungi dall’ottava spera; ma niente di meno sempre va per linea eclittica sotto lo zodiaco; ma seguendo lo moto naturale del primo mobile, che al Sole è violento 4; imperò che è girato per l’uno emisperio e per l’altro in 24 ore, e quando è al mezzo di’, pare andare meno ratto perchè viene sopra i nostri capi; e però vuole dire che Beatrice stava attenta in verso lo mezzo di’. E questo finge l’autore, perch’elli vuole mostrare che Cristo colli suoi Apostoli, con tutti li beati del vecchio Testamento si rappresentino nel cielo ottavo, tra’ quali Cristo splendeva come e più che’l Sole; sicchè degna cosa è che elli finga che Cristo si rappresentasse nel mezzo di’, acciò soprastesse sopra tutti li beati, come lo Sole sta sopra noi, quando è al meridiano. Seguita.

C. XXIII — v. 13-24. In questi quattro ternari lo nostro autore finge come Beatrice, dopo l’attenzione grande ch’ella mostrava, mo-

  1. C. M. fronde; cioè come l’uccello sta tra le fronde dell’arbore in sul quale à lo suo nido e però l’ama sollicito et attento, Posato
  2. C. M. cibo; cioè per trovare lo cibo conveniente e necessario ai suoi
  3. C. M. naturali non ne prende fatica; ma diletto: e
  4. C. M. violento, nel quale è girato sotto sopra, secondo lo moto naturale, in 24 ore,