Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/647

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delle cose sante, Come chi; cioè come colui, lo quale, truova suo cammin reciso; cioè talliato et interrutto da qualche fossa, o da qualche fiume. E così fa qui similitudine che, come salta chi trova la fossa a traverso a la via; così convien saltare a lui, ora che truova cosa che non si può esprimere per lingua umana. Et adiunge escusazione a questo, dicendo: Ma chi; cioè ma colui, lo quale, pensasse ’l ponderoso tema; cioè la grave materia: tema e materia una cosa significano: grave, anco gravissima materia è questa, che l’autore nostro àe preso a trattare, cioè descrivere lo paradiso, E l’umero; cioè la spalla mia di me Dante, mortal; che sono mortale, che se ne carca; cioè che se ne carica de la detta materia gravissima, Nol biasmerebbe; cioè colui che ’l pensasse, se sott’esso; cioè ponderoso tema, trema; cioè la mia mortale spalla per la gravità del peso. Non è paleggio; cioè non è pelago, nè mare, da picciola barca; ma bene di grande nave, Quel, che fendendo va l’ardita prora; cioè quello pelago, o vero mare, lo quale va navigando la mia ardita navicella 1; e de l’acqua lo legno, quando va per essa, fende; e però fendendo si pone per navicando, rt usa qui l’autore lo colore permutazione, ponendo lo peleggio per la materia, la barca per lo ingegno suo, e navigare per trattare; quasi dica: La materia, che io òne preso a trattare, non è da piccolo ingegno, Nè da nocchieri: nocchieri è quello che guida la nave, e qui si pone per l’uomo che esercita lo suo ingegno; quasi dica: Non è la materia, che io tratto, d’omo che non si voglia esercitare; e però dice: ch’a sè medesmo parca 2; cioè 3 perdoni, che non si voglia esercitare. Seguita la lezione seconda del canto xxiii.

Perchè la faccia mia ec. Questa è la seconda lezione del canto xxiii della terza cantica, ne la quale lo nostro autore finge che nel detto luogo vedesse la Vergine Maria, e la festa grande e l’onore che li faceano li Angeli; e come in quello luogo anco si rappresentavano li Apostoli co li beati del vecchio e del nuovo Testamento. E dividesi tutta in cinque parti: imperò che prima finge come Beatrice l’ammonitte che dovesse non pur ragguardare lei; ma ancora sotto Cristo v’era la Vergine Maria con tutti li beati; nella seconda parte finge come, ammonito da Beatrice, ragguardò la Vergine Maria e vidde uno Angelo descendere di cielo, e venire intorno a lei, et incominciasi quine: Il nome del bel ec.; nella terza parte finge come lo detto Angelo girava cantando intorno a la Vergine Maria, e tutta la corte di paradiso faceva risonare col suo canto, et inco-

  1. C. M. navicella: la prora, che è la prima parte del legno, va fendendo )’ acqua quando lo legno navica; e però
  2. Parca; perdoni, dal parcere latino. E.
  3. C. M. cioè che perdoni a sè medesimo, e non voglia durare fatica.