Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/68

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     56 p a r a d i s o   i i. [v. 86-96]   

ma arebbe u’ raro, u’ denso, come lo corpo u’è grasso, u’ è magro. Se ’l primo; ora conchiude che li casi proposti non siano per lo consequente che ne seguiterebbe, se ’l primo fusse vero che non seguita, dicendo così: Se ’l primo; cioè caso posto, fusse; cioè del corpo della Luna fusse tutto raro in quelle parti dov’è lo turbo dell’una superficie da l’altra, fora manifesto; cioè seguitrebbe questo, cioè che si manifestarebbe, Nell’eclissi; cioè nella oscurazione che avviene al Sole ogni tanti anni, quando lo corpo lunare s’oppone al Sole: imperò che altramente, secondo narra, non può avvenire l’oscurazione del Sole, se non quando la Luna s’oppone tra lui e noi; e per ch’ella non è sì grande corpo come lo Sole, però nollo può mai coprire tutto; ma incomincia a coprirlo da l’una parte e va coprendo oltra a poco a poco, et inanti che sia iunta l’ombra all’altro canto, è partita da quella, unde incominciò 1, del Sol, per trasparere; cioè per lo raggio del Sole che passarebbe giù a noi per quelle rarità, e vedremo 2 quando la Luna fusse posta tra noi e lo Sole, li raggi del Sole per quelle sue rarità risplendere giuso a noi, Lo lume; cioè dei raggi solari, come; si vede, cioè lo lume del Sole, in altro raro; cioè in altro corpo raro, ingesto; cioè messo sì come nel vetro. Questo non è; cioè che lo lume dei raggi solari passi per lo corpo lunare, dunqua seguita che sia falso l’antecedente, cioè che il corpo della Luna abbia rarità penetranti da l’una superficie a l’altra, però è da vedere Dell’altro; cioè caso posto di sopra, cioè che sia raro e denso l’uno di po’ l’altro sì, che la rarità non trapassi, e s’elli avvien ch’io; cioè Beatrice, l’altro; cioè caso detto di sopra, cassi; cioè renda vano, com’io ò fatto lo primo, Falsificato fia lo tuo parere; cioè di te Dante, che à ditto che raro e denso è cagione della diversità dei corpi celesti, e così del turbo che si vede nella Luna.

C. II — v. 85-96. In questi quattro ternari lo nostro autore finge che Beatrice, seguitando lo suo ragionamento, dimostra per lo apparere tetro lo caso secondo, posto di sopra non essere possibile, come àe mostrato lo primo non esser vero per dimostrativa ragione; ma questo dimostra movendo uno dubbio, posto lo caso secondo essere vero come appare che sia tolto via lo primo caso, e lo dubio mosso solverà ne la parte seguente mostrando per esperienzia che non sia per la cagione mossa, dicendo così: Detto t’ò che lo corpo della Luna non è raro dall’ una superfice all’altra, come ài veduto per dimostrativa ragione, dunqua conviene che sia l’altro caso, cioè che non trapassi lo raro, ma sia un pezzo raro e poi spesso; se

  1. C. M. cominciò; e però dice: Nè l’eclissi del Sol: cioè ne l’ oscurazione del Sole: eclissi è vocabulo di Grammatica, e viene a dire defetto e mancamento, per trasparere;
  2. Vedremo; ora vedremmo. E.