Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/69

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questo è, dirai tu che se avversario in questo mio dubbio, dice Beatrice, perchè si vede quel turbo? Perchè lo raggio del Sole riflette più a drieto quine che altro. Risponde Beatrice, che non è per questo e propone che questo si può vedere per esperienzia, e l’esperienzia dira nell’altra parte. Or dice lo testo: S’elli è; dice Beatrice a Dante, che questo raro; cioè che tu dici essere nella Luna, non trapassi; com’io ò dimostrato di sopra essere vero, perchè non trapassa lo raggio solare nell’eclissi del Sole, quando la Luna si li oppone che trapassarebbe lo raggio, se lo raro trapassasse come manifesto è, Esser conviene un termine; cioè nel corpo lunare, da onde; cioè dal qual termine in su, Lo suo contrario; cioè lo denso, più passar non lassi; cioè lo raro che sia passato, Et indi; cioè da qual denso, l’altrui raggio; cioè lo solare che perquote nella Luna, si rifonde 1; cioè si sparge un’altra volta in verso la terra. Così; ecco che arreca la similitudine, dicendo che così la Luna riceve in sè lo raggio del Sole e riflettelo a la terra, come lo specchio riceve lo colore postoli dinanti e rifundelo all’occhio che dentro vi guarda; e però dice: come color torna; cioè all’occhio che vi guarda, per vetro; cioè per cagione del vetro in che si riflette e non trapassa; et ecco la cagione, Lo qual; cioè vetro, divieto a sè: cioè dall’altra parte opposita, piombo; cioè la follia del piombo, nasconde; cioè è appiattata: lo specchio è vetro che dall’una parte si mostra e dall’altra si cuopre con follia di piombo la quale è densa e lo vetro è di sua natura raro, e però trapassano le cose luminose lui quando non v’è lo piombo che è denso; ma quando v’è lo piombo passa la cosa 2 postala inanti; cioè lo suo colore infino al denso, cioè al piombo; e non potendo andare più oltra si riflette a drieto e ritorna a l’occhio, e così si vede e così si dice che sarebbe lo corpo lunare, e fa del raggio del Sole, e però non senza cagione assimilliò l’autore di sopra la Luna al diamante: imperò che lo diamante è raro dalla superficie di fuora e d’entro è denso, altramente non gitterebbe raggi posto alla spera del Sole, anco trapasserebbono come nel vetro, e così conviene che sia la Luna di materia rara nella superfice d’intorno e densa nella parte d’ entro, altremente non si rifletterebbe lo raggio dello Sole, anco passerebbe oltra dall’altra parte. E qui è da notare in che modo lo specchio rende quello che si li rappresenta; et a questo debbiamo sapere che niuna cosa si rappresenta nello specchio, se non per mezzo della luce, e questo si vede per esperienzia: imperò che nello oscuro nulla si rappresenta nello specchio, e nel chiaro sì; e lo modo è questo: la luce manda li suoi raggi sopra li corpi posti

  1. Qui mostrasi Dante molto conoscente di ciò che si appartiene alla luce reflessa e refratta. E.
  2. C. M. la cosa postali dinanti;