Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/709

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     [v. 79-90] c o m m e n t o 697

quello che vuole lare, cioè di tenere aperto l’occhio e non chiuso. Cosi dalli occhi miei; cioè di me Dante, che figurano la ragione e lo intelletto, ogni quisquilia; cioè ogni superfluità, Fugò Beatrice; cioè scacciò la mia guida, col raggio dei suoi; cioè collo splendore dei suoi occhi, Che; cioè li quali occhi, rifulgean; cioè risplendevano, più; cioè più di lunge scacciò Beatrice ogni busca da’ miei occhi, di mille milia 1; cioè che non sono mille miglia. In questa parte l’autore tocca questa allegoria; che li occhi di Beatrice, che sono la ragione e lo intelletto de’Teologi che ànno scritto sopra la santa Scrittura, coi raggi suoi, cioè co le loro determinazioni et esposizioni cacciorno dalla sua ragione et intelletto ogni impedimento che l’offuscava, più che mille miglia; cioè bene di lungi, ponendo numero finito per infinito, dandoli ad intendere li alti e sottili intendimenti di santo Ioanni evangelista, che l’avevano offuscato, sicchè non gli poteva intendere.

C. XXVI — v. 79-90. In questi quattro ternari lo nostro autore finge come li apparve Adam in uno grande splendore, poi che ebbe ricoverata la vista migliore che prima, dicendo così: Onde; cioè per la qual cosa, cioè poi che Beatrice ebbe cacciato via di lungi ogni impedimento dalli occhi miei, me’; cioè meglio, che dinanzi viddi poi; cioè poi che Beatrice ebbe schiarito li miei occhi, io Dante viddi meglio che dinanzi: imperò che io viddi la verità, che prima nolla vedeva, E quasi stupefatto; cioè diventato stupido, e come chi si meraviglia, dimandai; cioè Beatrice, D’un quarto lume: imperò che prima ve n’erano tre; cioè santo Piero, santo Iacopo e santo Ioanni, e questo quarto che era venuto era Adam, e questo intendere si debbe intendere che fusse nella fantasia de l’autore, ch’io; cioè lo quale quarto lume io Dante, viddi con noi; cioè con Beatrice e meco, e con quelli altri tre spiriti beati che erano venuti inanzi; E la mia donna; cioè Beatrice mi rispuose, s’intende, Dentro da quei rai; cioè dentro da quelli raggi, Vagheggia ’l suo Fattor 2; cioè Iddio, l’anima prima; cioè quella d’Adam, che fu la prima anima che Iddio facesse mai; e però dice: Che la prima Virtù; cioè Iddio, che è prima virtù, creasse mai: imperò che Iddio creò la prima anima, cioè quella d’Adam innanzi a tutte l’altre. Come la fronde; ecco che, per farsi meglio intendere, arreca una similitudine dicendo come la fronde dell’arbore o d’erba, che flette la cima; cioè la quale piega la sua altezza, Nel transito del vento; cioè quando lo vento soffia e passa oltra, e poi si leva; cioè essa cima, Per la propria virtù; cioè

  1. C. M. milia; più di mille millia, cioè scacciò Beatrice ogni superfluità, che offuscava la mia vista più di lungi che non sono mille millia. In questa parte
  2. C. M. Fattor l’anima prima; cioè riguarda lo suo Fattore Dio l’anima prima; cioè quella