Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/725

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     [v. 16-27] c o m m e n t o 713

Iove prima; ma non simplicimente ad Iove; ma ad Iove che avesse li raggi di Marte, perchè adiratamente lo introduce riprenditore de li pastori della Chiesa, come apparra di sotto. Seguita.

C. XXVII— v. 16-27. In questi quattro ternari lo nostro autore finge come, finito lo canto e fatto lo silenzio, san Piero incominciò a parlare a Dante biasimando la disonestà dei pastori, dicendo così: La Providenzia; cioè d’Iddio, che; cioè la quale, quivi; cioè in vita eterna, comparte Vice et officio; cioè l’oficio, che ciascuno beato debbe esercitare, e l’avvicendamento che debbe fare l’uno a l’altro, nel beato coro; cioè de’ santi, che quine erano che avevano cantato: Gloria Patri et Filio ec., come cantano li religiosi nel coro, Silenzio posto aveva; cioè a quel coro, da ogni parte; cioè da man destra e man sinistra, come stanno li cori, Quand’io; cioè quando io Dante, udi’; cioè dire da san Piero, poi che ognuno stette cheto. Se io; cioè se io san Piero, mi trascoloro; cioè mi muto di colore: come detto è di sopra, lo fulgore di san Piero era de’ raggi argentati 1 di Iove, et allora elli mutato e fatto de’raggi rubicondi 2 di Marte, Non ti meravigliar 3; cioè tu, Dante, non te ne meravigliare, cioè del mio mutamento, chè, dicendo io: imperò che quando dirò io san Piero, Vedrai trascolorar tutti costoro; cioè tutti accendersi ad iustizia contra lo disonesto vivere de’ pastori, cioè tutti questi santi che sono qui. Quelli; cioè lo papa, ch’usurpa; cioè che piglia male e male usa: usurpare è non usare bene la cosa come si debbe, e non pigliare la cosa con buono ordine, in terra; cioè giù nel mondo, il loco mio; cioè la mia sedia papale e l’officio mio; e dicelo tre volte, per mostrare maggiore fervore, che vaca; cioè di me Piero è vacuo: imperò che non vi sono ora io, Ne la presenzia del Figliuol d’Iddio; cioè nel cospetto di Cristo, Cristo vedente ogni cosa, Fatt’à; cioè fatto à, del cimiterio mio cloaca; cioè del luogo, dove in Roma si sotterravano li santi che morivano per la fede di Cristo, e dove si sotterrò san Piero e san Paulo e gli altri santi pastori che sono stati, che si chiama Vaticano; à fatto ricettaculo di bruttura, Del sangue e della puzza; cioè che quine, dove solevano ponersi solo le reliquie de’ santi, ora vi si pongono li corpi degli omini peccatori e sanguinolenti, onde ’l perverso; cioè del quale sangue e de la qual puzza lo dimonio, che si pervertì da la via diritta, Che cadde di quassù; cioè di cielo per lo suo peccato, laggiù; cioè nel mondo, si placa; cioè si contenta e saziasi del suo malo desiderio, perchè vede l’effetto

  1. C. M. arientati, come è lo pianeto di Iove,
  2. C. M. rubicondi, come lo pianeto Marte, perchè era acceso d’ira o zelo, come finge l’autore, Non ti
  3. Non ti meravigliar, vaga ellissi, comune coi Greci: Non ti devi meravigliar. E.