Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/775

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
     [v. 13-21] c o m m e n t o 763

tanti lo senso, e questi passano in bestialità; alcuni sono che participano della speculativa e sensitiva, sicchè sono in mezzo grado tra’ detti due estremi, sicchè sanno ragionevilmente tali abiti reducere in atto, e questi sono diritti uomini dati a policia. E come sono queste tre diflerenzie, secondo le complessioni corporali; così sono, secondo la voluntà tre gradi che procedono dal libero arbitrio: imperò che alcuni sono volenti pure speculazione e scienzia; alcuni intendenti pure a le cose sensitive; alcuni tegnano la via del mezzo. Or quanto l’omo à più resislenzia contra la viziosa complessione e voluntà 1, tanto più è nobile e più è da lodare; e per opposito quanto meno n’à, meno è nobile, anco è più basso e meno da lodare, anco da biasimare più; e così in questa diversità delle cose create appare la infinita bontà d’Iddio creatore. Seguita poi: l’eterno Amore; cioè Iddio: benchè l’amore si dà a la persona dello Spirito Santo; niente di meno tre persone sono uno Iddio, S’aperse; cioè si manifestò, in nuovi Amor; cioè in spiriti angelici creati da lui di nuovo, li quali amorno lo suo creatore, se non quelli che caddono, et in tutte le altre cose create le quali tutte amano lo suo creatore, pigliando l’amore largamente per la inclinazione, che ciascuna cosa creata àe naturalmente in Dio: imperò che, come si contiene nel Genesi, disse Iddio: Fiat lux, et facta est lux; e sotto questo vocabolo luce s’intese la natura angelica; e poi seguita dell’altre cose 2, quando fu questo: In sua eternità; cioè nel suo essere eterno, al quale ogni cosa è presente 3, fore di tempo: imperò che in Dio non può essere tempo: imperò che tempo contradice a l’eternità, Fuor d’ogni altro comprender; cioè fuora d’ogni altra apprensione, che la sua: imperò che Iddio è innanzi ad ogni cosa creata: imperò che elli è eterno: ecco lo quando, come i piacque; cioè non necessitato; ma di sua libera voluntà, Nè prima; cioè innanzi a la creazione, si iacque; cioè l’eterno amore, del quale è detto, quasi torpente, cioè non si stette quasi torpente, cioè quasi pigro, che questa creazione non li fusse presente: imperò che bene che la santa Scrittura dica: In principio creavit Deus caelum et terram. Terra autem erat inanis et vacua, et tenebrae erant super faciem abyssi, et Spiritus Dei ferebatur super aquas, siccome appare nel principio del Genesi, questo principio s’intende quando a Dio piacque di dare principio a le cose create: imperò che a Dio non è principio nè fine, anco elli è principio e

  1. Voluntà; voluttà, in senso di onesto diletto o desiderio di tale diletto, come nel Volgarizzamento del Libro di Cato «Poche cose convegnano alla voluntade», dove il latino à «Pauca voluptati debentur. E.
  2. C. M. cose; e se tu domandi: Quando
  3. C. M. presente, e questo è il luogo; e se tu dimandi: Quando? Rispondo: fore