Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/78

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contente 1 dentro da lei, cioè dei pianeti, ànno due movimenti; cioè uno da oriente ad occidente che n’è cagione lo primo mobile e li motori suoi, e questo movimento è detto uniforme che si fa in 24 ore, e secondo questo movimento ànno tutti virtù effettiva, infusa dal primo mobile in loro, ciascuno secondo la sua potenzia di conservare l’essere delli inferiori, e però si diversifica la virtù effettiva in loro, cioè per le diverse potenzie; l’altro movimento è erratico e difforme che si fa per virtù de’ motori, dall’occidente inverso l’oriente, lo quale poi torna dall’oriente a l’occidente e compiesi in diversi tempi, come è stato detto di sopra, lo loro circulo. E secondo lo suo moto ciascheduno induce li suoi effetti, li quali sono cagioni delli effetti inferiori: imperò che quello di sopra infunde la sua virtù effettiva a quello che è di sotto a lui, e quello si diversifica secondo che è diversa la sua potenzia da quel di sopra, e così quel cielo infunde la sua virtù effettiva all’altro di sotto a lui, e l’altro a l’altro, e, così per ordine. E dèsi intendere che lo superiore non solamente infonde nel suo prossimano, inferiore; ma in tutti li corpi inferiori; ma nel più presso più efficacemente, che nè’ più dilungi, et accordandosi insieme aiuta l’uno l’altro, e contrariandosi l’uno contempera l’altro. E chiamali l’autore organi anco per altra cagione che quella che è detta di sopra, cioè: imperò che organo è istrumento musico, e tutti questi cieli fanno dolcissimo suono, et àe ciascuno la sua propria melodia; e se dicesse come lo suono di sì grandi corpi non è udito da noi, dice Macrobio Super somnio Scipionis, che come sono certe cose sì alte che trascendono l’umano intelletto sì che non le intende e non le comprende; così sono certi suoni che trascendono la nostra virtù dello audito, e pone lo esemplo de la caduta del Nilo in quello luogo dell’Etiopia dove cade d’altissimi monti giù in uno grande fondo che si chiama Catadupla; lo quale suono è tanto immenso, che per li auditori non s’ode come se non fusse; e così non s’odeno li suoni dei detti cieli da noi, perchè la virtù dell’audito è determinata in noi sì, che non può più stendersi che sia ordinato dalla natura. Chè; cioè imperò che, di su prendono; cioè la virtù dei suoi effetti dai motori suoi, e di sotto fanno; cioè infondono giuso nelle cose di sotto questi loro effetti che sono cagioni delli effetti de le cose del mondo sì, che quelli che sono effetti dei corpi celesti sono cagione delle cose del mondo. Riguarda ben; cioè tu, Dante, dice Beatrice, omai; cioè ingiummai, sì come io; cioè sì come io Beatrice, vado Per esto loco; cioè per questo argomento demostrativo. al ver; cioè a la verità, che; cioè la quale, tu disiri; cioè tu desideri di sapere, cioè che sia la cagione del-

  1. Contente: contenute, cavatone 1’ u come nel participio latino contentus. E.