Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/799

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     [v. 16-26] c o m m e n t o 787

ogni cosa creata Iddio conclude dentro da sè, A poco a poco; cioè non subitamente; ma con indugio, il mio veder; cioè la vista di me Dante, distinse; cioè divise: lo troppo splendore divide e segrega la virtù visiva, e così debilitata non vede: imperò che la virtù unita può quello, che non può la virtù segregata; e così mostra che li sparisse la detta visione delli Angnoli e della luce. Per che; cioè per la qual cosa, mi costrinse; cioè costrinse me Dante la detta disparenzia, Nulla vedere; cioè imperò che io nulla vedeva, et amor; cioè lo quale io aveva a Beatrice, tornar colli occhi 1; cioè miei di me Dante, a Beatrice; cioè a ragguardare a la mia guida; e moralmente, ritornare la ragione e lo intelletto a vedere la santa Scrittura quel che dicesse de’ fatti di vita eterna, de la quale intende di trattare, fingendo che della nona spera sallisse al cielo empireo. Seguita.

C. XXX — v. 16-26. In questi quattro ternari finge lo nostro autore com’elli si mostrò insofficente a dire la bellezza di Beatrice: sì fatta la vidde in questo luogo, dicendo così: Se quanto infine a qui; cioè infine a questo passo, di lei; cioè di Beatrice, si dice; cioè da me in tutta la mia opera; et anco si potrebbe intendere da qualunqua altro, Fusse conchiuso tutto in una loda; cioè tutto fusse coadunato insieme a dare una loda a Beatrice, Poco sarebbe; cioè quel tutto, a fornir questa vice; cioè a compiere questa volta la descrizione della sua bellezza. Et assegna la cagione, dicendo: La bellezza; cioè di Beatrice, ch’io; cioè la quale io Dante, vidi; cioè nel luogo dove era, quando io sallito mi trovai da la nona spera al cielo empireo, si trasmoda; cioè esce fuora di modo, Non pur di là da noi; cioè non solamente di là da noi uomini, ma certo; ma certamente, credo io; cioè Dante, Che solo il suo Fattor; cioè Iddio, e non altri, tutta la goda; cioè tutta la bellezza della santa Teologia comprenda, de la quale elli fu fattore, e niuno altro la può comprendere. Da questo passo; cioè da potere comprendere la bellezza della santa Teologia, e da poterla esprimere con voce, vinto mi concedo; cioè me Dante concedo essere vinto da la bellezza di questa materia, Piucchè giammai da punto di suo tema; cioè da alcuno punto di sua materia, Soprato fusse; cioè fusse avanzato, o comico; cioè poeta, che abbia composto comedia, o tragedo; cioè o poeta, che abbia composto tragedia. Che cosa sia comedia e tragedia è stato dichia-

  1. C. M. Tornar con gli occhi a Beatrice; cioè tornare me Dante con gli occhi a riguardare Beatrice mia guida. E moralmente queste du’ cose, cioè lo non vedere, e l’amore, strinseno la ragione e lo ’ntelletto mio a vedere quello che dicesse la santa Scrittura de’ fatti di vita eterna, della quale niente per sè vedea, et amore grandissimo avea di trattarne: imperò questo è lo fine di questa terza cantica, e massimamente ora che finge di montare dalla nona spera al cielo empireo. Seguita.