Pagina:Commedia - Paradiso (Imola).djvu/20

Da Wikisource.


10


paradiso


Il cielo e la terra son pieni della maestà e gloria dell’ Etemo che tutto regge con potenza, sapienza ed amore infiniLo. la gloria di colui dell’Onnipotente che tutto move senza esser mosso da alcuno. Le intelligenze muovono i cieli, le anime i corpi; maper sè medesimi anchesi muovono,come le navi, in cui i marinai quantunque alcuni ai remi, altri alle sarte, altri alla sentina, altri ad altri uffizi intenti, e non pertanto uno solo governa il timone al quale gli altri tutti son dipendenti. Varrone e sant’Agostino, dicono—Dio governa il mondo col movimento e colla ragione, come il nocchiero la nave —penetra e rispiende entra e si manifesta per 1 universo in ogni luogo in una parte piu e meno altrove più nel cielo empireo dove Iddio si manifesta visibilmente ai beati, meno negli altri luoghi. Se tre o più vetri pongansi un dietro 1’ altro contro i raggi delsole, ne verrà che il secondo riceverà minor luce del primo, cd il terzo meno degli altri due, e così sempre più in ragione della distanza. La luce dell’ eterno Sole del pari più splende nei nove ordini angelici, meno nelle nove sfere, ed anche meno nelle sfere degli elementi. E sebbene la prima cagione assista in ciascuna, pure diversifica secondo la rispettiva potenza: alcune la ricevono in un sol atto, altre in molti: alcune perpetuamente, altre temporaneamente: altre spiritLlalmente, altre materialmente. La diversità non è dalla prima cagione, ma da chi la riceve. Io che fui nell’ Inferno e Purgatorio fui nel Cielo mentalmente in compagnia d’ illustre donna, qual cielo rende piu de la sua luce della luce dell’ eterno Sole, più che il ciclo non rende del sole nostro: il mondo inferiore si regge dal mondo superiore e vidi cose che chi descende de la su non sa ne puo redire e vidi cose tali che non si possono raccontare, nè saprebbersi da chi viene dal cielo alla terra. Così accadde a