Pagina:Commedia - Purgatorio (Buti).djvu/101

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si chiama Equatore: imperò che li Astrologi chiamano l’equinoziale Equatore: però che pareggia lo di’ co la notte e la notte col di’; et altri lo chiamano Equonoziale 1 per quella medesma cagione, in alcuna arte; cioè nell’Astrologia. Lo Trattato de la Spera dice che tra l’uno polo e l’altro sono 5 cerchi paralelli; cioè equidistanti sì, che ’l primo è intorno al polo artico e chiamasi paralello artico, e quello spazio dice Virgilio che è la zona fredda 2 che non s’abita sotto per lo troppo freddo; e da quello cerchio poi è un altro cerchio equidistante che si chiama tropico estivale: imperò che infine a quello viene lo Sole quando esce di Gemini et entra in Cancro, e quello spazio che è tra ’l detto cerchio e l’altro del polo è detto da’ Poeti zona temperata, e sotto quella ben si può abitare. E poi è lo terzo cerchio che si chiama Equinoziale, o vero Equatore: imperò che, quando lo Sole è quie, è pari lo di’ co la notte, che è in principio d’Ariete quando lo Sole s’accosta a noi; et è in principio di Libra, quando lo Sole si diparte da noi, sicché poiché è intrato in Ariete è pareggiata la notte col di’, che tutta via è mancata infine a quel punto; e, quive diventata pari, incomincia poi a crescer lo di’ e mancare la notte infine che viene al tropico estivale che fa la state a noi, e lo maggior di’ che sia in tutto l’anno; e poi come discende, così manca lo di’ e cresce la notte, infine a l’Equatore al segno di Libra, dove pareggia lo di’ co la notte e poi discende ai segni meridiani et australi, infine che viene al tropico iemale; dove, mancati li di’ e cresciute tuttevia 3 le notti, fa la maggior notte che sia, et allora lo Sole entra in Capricorno e poi ritorna anco a l’Equatore, mancando le notti e crescenti li di’, infine che ritorna al segno d’Ariete dov’è pari lo di’ co la notte, e ritorna a Cancro poi dov’è lo maggior di’ che sia, et è a noi la state, et a quelli che sono all’altro tropico è allora lo verno. E così per opposito, quando lo Sole è in Capricorno, è quive la state et a noi è lo verno; e così veggiamo che sempre l’Equatore è in mezzo tra ’l Sole e’l verno; cioè tra la state e ’l verno: imperò che la presenzia del Sole fa la state, e la sua assenzia fa lo verno; e tutta questa zona, che tiene dall’uno tropico all’altro che v’è in mezzo l’Equatore, chiamano li Poeti torrida; e diceno che di sotto è inabitabile per lo troppo caldo. E così dal tropico di Capricorno infine all’altro paralello è zona temperata, e sarebbe di sotto abitabile se non che l’occeano cuopre ogni cosa: però ch’ell’è dall’altro emisperio e poi è l’altro paralello intorno all’altro polo antartico; e questa diceno li Poeti anco essere zona fredda e di sotto inabitabile per lo

  1. C. M. Equinoziale
  2. C. M. zona frigida che
  3. Tuttevia. Questa congiunzione, composta dell’articolo universale tutto e del nome via, mostra come codesto in antico venisse adoperato con la medesima desinenza in ambidue i numeri, come fiata, pera e cotali. E.