Pagina:Commedia - Purgatorio (Buti).djvu/237

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   [v. 7-16] c o m m e n t o 227

tenzia volliano sallire, or da la prosperità che li rilassa da la pcnitenzia, premendo loro addosso et occupandoli et impacciandoli 1 da essa, or da la avversità che li preme e grava troppo, conviene che si sappino accostare a la parte che allarga, e cessare quella che stringe et usare discrezione, la quale se non si tiene dalli omini de la penitenzia, tosto vegnano meno: imperò che la indiscreta penitenzia uccide lo corpo tosto, la quale cosa non piace a Dio che vuole che l’omo viva quanto può; e però quando l’omo che è ne lo stato de la penitenzia vede che la penitenzia lo stringa troppo, allarghisi: imperò che la discreta penitenzia è quella che piace a Dio, et anco si può intendere che molte tentazioni vegnano or da la destra or da la sinistra, che stroppiano lo sallimento a la perseveranzia de la penitenzia, e però ci fa cauti l’autore che le fuggiamo quando ci premeno addosso, fingendo che Virgilio, che significa la ragione, n’ammonisca lui che significa la sensualità. E però dice: Qui; cioè in questo sallire, si convien usare un poco d’arte; cioè di regula: imperò che l’arte è quella che ci stringe con regule e dottrine, Cominciò ’l Duca mio; cioè Virgilio, in accostarsi Or quinci, or quindi; cioè or da destra, or da sinistra, al lato che si parte; cioè la detta pietra s’allarga. E questo fece i nostri passi scarsi; cioè questo volgere or a destra, or a sinistra, fece li nostri montamenti minori: però che non si monta sì tosto volendo montare con allargamento, quando lo passo fusse troppo stretto o quando si cessa la tentazione, come farebbe quando questi impedimenti non fusseno, Tanto, che pria lo scemo de la luna;.questo dice per 2 mostrare che lo quartodecimo de la luna era già passato: imperò che ne la innovazione de la luna sempre lo lato lucido è in verso ponente, in fine che àe passato di’ 14; e passato questo termino 3, lo lato lucido sta in verso levante e lo scemo in verso ponente; e per mostrar questo dice lo scemo de la luna, che andava innansi, Rigiunse al letto suo; cioè al ponente, per ricolcarsi; parla secondo li volgari che diceno che la Luna e lo Sole si coricano, quando passano lo nostro orizzonte; e non si dè intendere che fusse di notte: imperò che di notte non si potrebbe sallire, come ditto fu di sopra; ma fu di di’: imperò che, quando la Luna manca, tutta via tiene del di’ stando ne l’emisperio col Sole, Che noi; cioè Virgilio et io Dante, fussimo fuor di quella cuna; cioè di quella pietra cava a modo d’una cuna: cioè d’uno ghieculo che s’appressava da l’uno lato, e dall’altro s’allargava; ora in uno luogo, ora in uno altro, secondo che in su sallivano quando se la vedeano accostare, quando fuggire e scostare, secondo che detto è di sopra.

  1. C. M. et increpandoli da essa,
  2. C. M. per volere mostrare che lo quinto decimo
  3. C. M. questo mezzo,