Pagina:Commedia - Purgatorio (Buti).djvu/48

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38 p u r g a t o r i o   ii. [v. 1-9]

divisa questa terza parte de la prima parte de la cantica presente, ora è da dividere questo secondo canto dove si tratta de’ negligenti nel primo grado; lo quale canto si divide in 2 parti: imperò che prima descrive lo tempo e finge l’avvenimento dell’angiulo 1 col legno carico d’anime per la marina a la piaggia; nella seconda parte finge che ne ricognosca alcuna, e parli co lei quive: l’anime che si fur di me ec. Questa prima si divide in parti 5: imperò che prima descrive lo tempo; nella seconda finge che vedesse venire uno splendore per mare, quive alla piaggia et incomincia: Noi eravam lunghesso ec.; nella terza finge come Virgilio li manifesta che è l’angiulo 1, et incomincia quive: Lo mio Maestro ec.; nella quarta finge come lo cognove e descrive quello che fe, quive: Poi, come più ec.; nella quinta finge come parlasse co la turba, che quive era venuta, quive: La turba, che rimase ec. Divisa la lezione, ora è da vedere lo testo co le allegorie e moralitadi.

C. II — v. 1-9. In questi tre ternari lo nostro autore discrive lo tempo, e finge che, poi che fu giunto con Virgilio ne la piaggia del purgatorio, e che Virgilio ebbe parlamentato con Catone, venne l’aurora e fecesi di’, dicendo così: Già era il Sol a l’orizonte giunto: l’orizonte, come altra volta è stato detto, è lo cerchio tondo che termina l’uno emisperio e divide dall’altro, et intende l’autore de l’orizonte che a noi è occidentale, lo quale a coloro dell’altro emisperio è orientale, sì che a Dante, che finge che fusse di là, era orientale. Lo cui meridian cerchio: lo cerchio meridiano è quello che divide l’uno e l’altro emisperio in due parti equali: imperò che tanto è distante da oriente, quanto da occidente, coverchia Gerusalem col suo più alto punto; questo meridiano cerchio viene sopra Gerusalemme e ne la sua maggiore altessa. E questo dice, per dare ad intendere che Gerusalemme è nel mezzo del mondo; et è chiamato meridiano lo cerchio: imperò che quando si trova lo sole sotto quello o alto, o basso che vada, si è mezzo di’. E la notte, che opposita a lui; cioè al sole: sempre la notte è opposita al sole sì, che quando lo sole si corica in occidente, la notte si leva dall’oriente, cerchia; cioè cinge lo mondo come fa lo sole, che gira nel cielo sopra la terra; e così la notte sempre opposita a lui gira ancora lo mondo, Uscia di Gange; questo Gange è uno fiume, che è nel nostro oriente, grandissimo fiume. E dice santo Isedoro 2 che la Teologia lo chiama Geon, e dice che esce del paradiso delitiarum, et entra in mare correndo inverso l’oriente; e però lo chiamano li autori foce orientale, come Ibero che è ne la Spagnia, fiume che corre inverso lo nostro occidente, chiamano foce occidentale. E però dice che la notte sia 3 fuor di Gange; cioè fuor de la nostra foce orientale, sicché

  1. 1,0 1,1 C. M. angelo
  2. C. M. Isidoro
  3. C. M. la notte uscia fuor