Pagina:Commedia - Purgatorio (Buti).djvu/757

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va; cioè arebbe fatto meravilliosa prova de la sua grande e buona disposizione. Ma tanto più maligno e più silvestro Si fa ’l terren con mal seme e non colto; ecco che anco parla per similitudine, secondo lo colore che si chiama significazione, intendendo che, come lo terreno vigoroso e fertile diventa tanto piggiore e tanto più salvatico quanto più à di vigorosità e fertilità, quando vi si semina tristo seme e non si lavora come si dè: imperò che più vigorosamente vi cresce lo bosco; così lo ingegno buono e la buona disposizione dell’ animo diventa più abundante di vizi e più inetta a la virtù, quando vi si mette la mala dottrina, o quando non si esercita colli atti virtuosi quanto più atto è a ricevere; e questo si dè adattare a Dante: imperò ch’ elli finge che Beatrice li dicesse per lui, al quale la grazia di Dio avea donato sì buono ingegno e buona disposizione ne la sua puerizia, che ogni buona dottrina vi si serebbe meravilliosamente appresa; e tanto diventò più inetto a la virtù, quanto più vigorosamente vi creve lo vizio et occupollo. Alcun tempo ’l sostenni; cioè io Beatrice lui Dante, col mio volto; cioè co la mia piacevolessa: nel volto si comprende la piacevilessa de la persona, e cusì qui lo volto figura la piacevilezza di Beatrice, cioè de la santa Scrittura, Mostrando li occhi giovanetti a lui; cioè a Dante; e qui intende, come ditto fu di sopra, lo letterale intelletto e morale; per li occhi giovanetti dice quanto lievamente s’intende e non profondamente e non con sottigliessa; cioè allegoricamente et anagogicamente; et imperò che Dante ne la sua puerizia non avea maturo intelletto de la Teologia, però dice: Mostrando li occhi giovanetti, Meco ’l menava; cioè meco menava lui, cioè Dante io Beatrice, in dritta parte volto; cioè volto inverso la parte virtuosa: continuamente àe parlato l’autore sotto figura, continuando lo parlare di Beatrice come d’ una donna, de la quale fusse stato inamorato ne la sua puerizia; e però finge che come la donna piacevile ne la faccia pillia li amanti massimamente co la gaia avvisatura delli occhi, così Beatrice pilliasse lui e menassero là u’ ella volea, cioè ne la via diritta de le virtù allegoricamente.

C. XXX — v. 124-141. In questi sei ternari lo nostro autore finge come Beatrice, continuando lo suo sermone, manifestò l’errore di Dante, dicendo così: Sì tosto come in su la sollia; cioè in su l’ entrata, come lo sollio è intrata prima de la casa, fui; cioè io Beatrice, Di mia seconda etade: due sono l’etadi de la Teologia, cioè la prima giovanile, la seconda virile; per la giovanile s’intende la sponizione cioè litterale de la santa Scrittura; per la virile s’ intende la sposizione spirituale, cioè anagogica et allegorica de la santa Scrittura; e però dà ad intendere che, come Dante ebbe veduto la santa Scrittura carnalmente, cioè litteralmcnte e moralmente, e dovea poi in-

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