Pagina:Commedia - Purgatorio (Tommaseo).djvu/16

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PURGATORIO 5. Dolce color d'orientai zaffiro, Che s'accoglieva nel sereno aspetto Dell' aer puro inlìno al primo giro, 6. Agli occhi miei ricominciò diletto Tosto eh' i' uscii fuor dell' aura morta Che m'avea contristati gli occhi e '1 petto. 7. Lo bel pianeta che ad amar conforta, Faceva tutto rider l'Oriente, Velando i Pesci ch'erano in sua scorta. 8. r mi volsi a man destra, e posi mente All'altro polo; e vidi quattro stelle. Non viste mai fuor ch'alia prima gente. 5. (L) Color: azzurro. — Giro della luna. (SD Za(\iro. Ezech , I, 26: Suver l'ir tììuinen tutu, qnod erai immitiens cnpiii eorurn, quasi aspectu^ lapi- (iis ,s<ìpplìiri shnilìliido llironi (F) Accoqlieva. Allri ;ivrp|»be (JpHo spanùeva; ma nell'immensiiù il N()>itro vede l'uniià. — diro. Ini, II: Quel del eh' ha minor ti cerchi sui 6. (SD Aura. [Ant] L'aor puro è RÌi flraii su|)fri(tri dell'aria, che diconsi puri perche scfvn rìi vapori e aure esataz'nirii , die ora rliia- inereimuo fluidi aerilormi. Primo giro è II» slraJu d^-li'aria più dalla It-rra rimolo, il guai confina con la sfera del fuoco, limilaia sopra flal cielo della luna; pritno, rispello afili strali aerei, comincimi a numerare di lassù, come direvasi il primo mobile la sfera più Umlaut da noi: o é la sfera slessa del fuoco , la cpjai succede all'atmosfera nostra, secondo la fisica di que' tempi. Ha riman 8empr«; che il dolce sereno era in lui la l'alia regione dell'aria. 1)1 qui comincia la descrizione astro- nomica del nuovo emisfero. - JEn., VI: Siipera^que erodere ad aitrafi. — Coiìlristnii JEn , X: Laevn conirì- atal I limine coelum. Nella Somma: Conlnslabile è opposto a delecta- bile 1. (D Pianeta: Venere. — Velando di Iure. — Pesci. Sesno innanzi l'Ariele: doveva tra poco sorgere il sole. (SD Conforta. Conv., I, J2: Con- fortare l'amore di' io porto al.. .. AlbtTlano: San è cosa che più con- forti ad amare, che la virili. Pelr. : Cwià fiammeqqiava l'amorosa stella Per l'Oriente. — Velando. Della lu- ce; nclParadtso più volle. (?) Bel [Anl.l Venere, jJlanela cosi daxli antichi nominalo, siccome più degli astri lucente, dopo il sole, per il volume suo. quasi uguale a quel della Terra, per il luogo che liene ris|)eiio a noi nguanianli e al sole illuminante, e fotse per la sua superficie meglio atta a riOei- lere Lo splendore di Venere ren- deva quasi invisibile la costellazio- ne zodiacale de' Pesci Cosi accenna che questa costellazione si compone di f>lelle di |>iccola parvenza 11 fallo stesso, più in grande, lo vediamo nel Si'le che fa sparire le stelle; e su niipsio fallo oiiico rilornasi Par., XXX. l 46 a si. 8. (I.) Polo: Antariico. — Alla: dalla.- Prima: .^damo ed Eva e ì primi discendenti loro. (SD Alla: Mn., V: Nulli vim... [F) Destra. [Ani D Cominciando la coniemplazifMie astronomica nel- r emisfero .iniipndo al nostro dal guardare all'Orienle, ov' era con Venere la cosiellaziime de' Pesci che precedeva il na.-cer del sole, aveva a destra il Mezzodì, il Seti, nlriooe a sinistra. Volgf-ndosi quindi a man destra, verìiva a avere in pro8f)ello il polo antartico, il solo visibile in quell'orizzonte — Quattro Le virtù cardinali, dice Pietro; e le dichiara il Poeta nel XXX di (piesta Cantica. Stelle. C'iu ] Della costellazione del Centauro, che n'ha altre due ben lucenti; ma il Poeia n->n ne tenne conto, mirando al simbolo delle quattro Virtù Secondo la denomi- nazione moderna e il |irocedime"lo in ascensione ri'lla , le (piatirò p'ù brillami e più simmetricamente di- sposte, lr,j le sei, sarebbero a della croce australe ( costellazione ag- giunta dal Buyer), di prima gran- dezza ; p d'tìssa croce di seconda ; p