Pagina:Commedia - Purgatorio (Tommaseo).djvu/47

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CANTO III.. Lo intento rallargò, sì come vaga; E diedi ’1 viso mio incontro ’1 poggio Che ’nverso ’I ciel, più alto si dislaga!. Lo sol, che dietro fiammeggiava roggio, Rotto m’era dinnanzi, alla figura. Ch’aveva in me de’ suoi raggi l’appoggio.. r mi volsi dallato, con paura D’essere abbandonato, quand’io’ vidi. Solo dinnanzi a me la terra oscura.. E il mio conforto: — Perchè pur diffidi? (A dir mi cominciò, tutto rivolto) Non credi tu, me teco, e ch’io ti guidi?. Vespero è già colà dov’è sepolto Lo corpo dentro al quale i’ facev’ombra: Napoli l’ha; e da Brandizio è tolto.. Ora, se innanzi a me nulla s’adombra, Non ti maravigliar, più che de’ cieli. Che, r uno all’altro, raggio non ingombra. ILA sofFerir tormenti, e caldi e geli, Simili corpi la Virtù dispone, Che, come fa, non vuol ch’a noi si sveli.. (L) Vaga di sapere. — Diedi: Bocc.: Brindizio. L’ep’ìlafio di Viryo&. — Distaga: si ieva dal gran gilìu: Mantua me genuit: Catabri lago. rapuere,• lenet nunc Parttienope. (SL) Rallargò. Par., X, t. si: Mia Tradizioni popolari facevano andare meule, unita, in più cose divise. — s. Paolo al sepolcro di Virgilio come Diedi Eccli., vili, 9: Dedi cor meum a poeta die presemi il crisiìanesimo (per osservare) in cuncus operibus, e come a cantore del secolo immof’quae liunt sub,^o/e Simile in Virgi- fa/e veduto da Paolo, vivente, in una lio. — Dis/aga. Par., XXVI, t. 47: iVe/ visione. monte che si leva più dall’onda. (F) Vespero. Qui, come nel XV. (L) Roggio: rosso. — Rotto dal- (t. j) del Purgatorio. Vespero è il l’ombra. — /i //a figura: secondo la resto del di dopo nona. Nel Canfigura. L’ombra aveva la figura del lo XV dice che in Italia è mesta corpo mio. notte quando in Purgatorio restano (SL) Roggio. Nelle iscrizioni del tre ore di giorno; perchè ne’ primi Grutero trovasi robio; e il Caro: d’aprile in equinozio il sole all’Italia // foco più roggio. Il sole al nascere doveva nascere nov’ore prima che e al tramontare è pili rosso che nel monte del Purgatorio. Onde se il mai. — Alla. Dopo dinnanzi fa am- punto nel quale ora siamo, in Purbiguità. galorìo era due ore di giorno (già. (L) Solo. Virgilio è spirilo. disse nel precedente che il sole avea. (L) Conforto: Virgilio. —Pur: cacciato il Capricorno dall’alto del zncor. -- Rivolto a me. —Me teco: cielo); se quivi era due ore circa ch’lo sia leco di giorno, in Italia doveva essere ve(SL) Pur. Dopo tante sicurtà che spro. l’ho date. 40. (L) Ingombra: il raggio passa».(L) BraMdfzio.- Brindisi. libero Ira’ cieli che sono iraspa» (SD Ha. Virgilio, di corpo nau- renli. frago: Nunc me fluctus habet (.En., %A Ingombra. Par.. XXXI, l. 7. VI). - Brandizio. {Brundusium) n. (L) Simi/l al mio.- Kirtrt divina.