Pagina:Commedia - Purgatorio (Tommaseo).djvu/68

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54 PURGATORIO. E già ’1 Poeta innanzi mi saliva, E dicea: — Vieni ornai. Vedi ch’è tocco Meridian dal Sole; e dalla riva Cuopre la notte già col piò Marrocco. plenae siint Eccli., XXXV, si: Oyatio humilianlis se, nubes ptneirabii. V. Som., 3, 73, 3.. (SL) Tocco. Mn., V: Mediani coeli nox humida meiam Coniingerai. Ov. Met., II: Dam loquor, Ifesperio positas in Ultore meias numida nox tetigil. Petrarca, con abbondanza soverchia: Perché s’attufli in mezzo l’onde E lasci Ispagna dietro le sue spalle, E Granala e Marocco e le CoIaline. — Pie. Imaginc più gigan losca del viPi^iliano: Nox ruit, ti jiiscis lellurem ampleclitur alis (Ma.. Vili), Georg., IV^, della Pleiade: Oceani spretos pede reppulii amnes. (F) Meridian. Quivi meridiano, dunque a Gerusalemme mezzanotte, e crepuscolo notturno a Marocco, ch’ò nell’occidente della parte meridionale della terra abitabile. Il proemio psicologico, e l’esposizione tra astronomica e geografica, sono notabili non per la poesia, ma per le diflicollà. vinte più d’una volia valentemente. Quel che potrebbe additarsi d’9lquanio incerto e contorlo, è compensato dalla precisione di parecchi luoghi (qualità oggimai rara e ne’ poeti e negli scienziati), dalla pittura della salila, e del pigro sedente. Questi muove Dante al sorriso: la prima v<)lia ch’e’ rida. L’altra sarà alle parole di Stazio: l’uno sorriso di sdegno, ma, amico, l’altro d’affetto, ma riverente; le due ale di Dunte. Nel Purgatorio le passioni decrescono: 8’ innalzan gli alTetli.