Pagina:Commedia - Purgatorio (Tommaseo).djvu/85

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CANTO V. 09 qual vedere non gli bisogna serie di razioclnll. In Dio solo la volontà e l’intelletto son uno, cioè l’essenza sua stessa. — Gli angeli anche buoni coll’inielletto conoscono il bene e il male, ma vogliono il bene H). Angeli anco nel Vangelo sono delti i demonii (2): e alla lolla de* non buoni co’ buoni angeli per la sorle delle anime umane accenna queslo passo di un Padre Ira gli aUri: Viene l’avarizia e dice: tu se’ parte mia lo t’ho mio soggetto; a me vendesti te stesso in quell’oro. Non dice il traditore: Cristo è la parte mia; perchè subito lo invade la nequizia del malCy e dice: Signore Gesù, costui ti inganna: egli è mio (3). La divina giustizia richiede che per mezzo de’ demonii alcune cose facciansi a punizione de’ cattivi o ad esercizio de’ buoni (i). Tommaso aggiunge che per esercizio appunto dell’uomo, e accioccliè la virlù data in orìgine alle potenze angeliche sull’ordine mondiale non sia inoperosa (S), né anco dopo la loro caduta, è concessa a’ demonii sopra quest’ordine una certa influenza; non già ch’eglino possano fare ad arbitrio (6), ma sì muo< vere certe forze per oi tenere tale o lale eflelto, al modo che (io reco queste due similitudini del fllosofo perchè ambedue sono in Dante), al modo che i cuochi usano il fuoco per cuocere le carni, e il labbro l’usa per ammollire la durezza del ferro (7). Più prossime ancora alle imagini di questo Canto sono le aut orità che rechiamo nel lesto latino per tema di punto alterarle. Est nobii coUuctatio... adversus princpes et potestutes, adversus mundi rectores tenebrarum harum, cantra splrituatia nequitiae in cotlettibus (8). — Daemones uhique vagentur orbe tato et celeritate nimia ubique praesentes sint (9). — Possibile est quod daemones animas ad loca poenarum deducant: et etiam ipsi daemones qui de poenis hominum laetantur, eos comitanlur, et assistunt purgandis: tum ut eorum potnis sailentur, lum ut in eorum exitu acorpore aliquid suum ibi reperiant (lO). In quest’ultimo voi vedete la fantasia del Poeta quasi condotta per mano all’imagine del presente Canto; vedete ogni passo di lui posare sopra le tradizioni come sopra saldò terreno É eziandio tradizione, anzi domma.che nel mondo umano il mondo degli spirili dolenti e promotori di corporeo e moral dolore possa continuamente, non però più degli spiriti che fruiscono di Dio e a’ quali è gioia la gioia e In perfezione nostra. Della i)rima parte di questa credenza sono tesiimonianza quei passi del Vangelo ne* quali le forze malefiche pregano non essere fuor della sfera umana scacciati (U). Della seconda, le parole d’Ambrogio tra gli altri: Chi innalza gli occhi della mente, vedrà (I) Som., i, 59, trasgressnri serva questa materia delle (2)Matlh, XXV, il: Diabolo, et cose t-itibili, ma a Di» *o/o. Som.,, angrlis ejus. 110: Gli ungeli potsono fare alcune (3) Vfdi l’illustrazione al Can- coxe oltre all’ordine della rtotura cario XXVIl dfll’Inforno. porca, non però possono fare cosa olii) Som., i, 109. tre atifi leggi di tutto il crealo. (5) Damasc., de Fide ori., 11,4: (7) Som., 1, 110; Inf., XXI; Il demonio era di quelle Virtii angeli- Pur., II. che che presiedevano all’ordine ter- (S) Ad Epli., VI, i2. rcstrc. (9) Uier., jib. coni, vigli. (6) Aug., de Triu., Ili: Pion è da (10) Som. Sup. pensare che al cenno di colcsli angeli [lì) Matlh, VIII. Lue, VIII.