Pagina:Compendio del trattato teorico e pratico sopra la coltivazione della vite.djvu/189

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

o[ 186 ]o

cia la stessa operaziane ogni otto giorni sinchè le botti siano piene. Quindici giorni dopo, che le botti sono riempite, il fabbricatore può cominciare la vendita del suo aceto: non deve mai votare interamente le botti, ma lasciarle sempre piene a metà, onde poter rifare del nuovo aceto. I fabbricatori giudicano, che il travaglio dell’acetificazione si operi quando immergendo una doga nelle loro madri di aceto, trovano una linea bianca alla parte superiore alla linea d’immersione, linea tanto più larga, quanto la fermentazione è meglio stabilita. In questo caso, bisogna caricare più spesso, mentre bisogna aspettare quando la linea è debole.

I fabbricatori di aceto ànno talmente conosciuta la necessità di non servirsi, che di vino chiarissimo, ch’essi rinchiudono il torbido in una botte, dove ànno poste delle raschiature di pezzi di faggio. Parlando della chiarificazione dei vini destinati alla distillazione dell’acqua-vite, ò fatti conoscere i grandi vantaggi, che si potrebbero ricavare dalle fontane di Cuchet. Non sarebbero niente meno preziose in questo caso, in cui si avrebbe il sedimento dalla parte superiore del feltro, mentre dalla parte inferiore dello stesso scorrerebbe il vino di una estrema limpidezza, e che non sarebbe che pochissimo colorito.

La posizione che un fabbricatore deve scegliere sarà ben aereata, e disposta in modo che possa mantenervi nell’inverno una temperatura costante di diciotto venti gradi, col mezzo di una staffa, che deve aver premura di stabilirvi.