Pagina:Compendio del trattato teorico e pratico sopra la coltivazione della vite.djvu/35

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superficie delle rupi tenere sopra costiere in pendio, pietrose, gelate, la tanivella è il solo istrumento di cui si possa servirsi. «Questo istrumento (dice Olivier de Serres) assomiglia molto alle grandi scuri del falegname. È composta di una barra di ferro, lunga tre piedi, e grossa come il manico della zappa, l’estremità ch’entra in terra essendo rotonda in punta, ben fatta, ed acciajata: l’altra che guarda in alto è attaccata a un pezzo di legno traverso, tutto formando la figura di un T, per tenerla colle mani, ed affine che la tanivella non penetri troppo nella terra, ma giustamente vi entri secondo la vostra risoluzione. Un ostacolo sarà posto al pezzo di ferro, che entra nella terra, al luogo segnato apposta: il quale essendo egualmente di ferro servirà inoltre a mettervi sopra il piede, per ajutare le mani, premendo in basso a far entrare la tanivella in terra, al caso che fosse dura, e forte.»

Il lavoratore facendo il buco destinato per mettere il piccolo ramo, deve dirigere lo strumento, perchè il ceppo possa inalzarsi in maniera un poco opposta al pendio del terreno. È impossibile determinare in modo esatto la distanza dei ceppi, e il loro grado di profondità. Esistono rapporti favorevoli tra la quantità di rami, e di radici che può comportare ciaschedun terreno, e per i quali i differenti cantoni, che circondano somministrano buoni esempj. Non si lasciano ordinariamente, che due nodi sopra terra: una maggior lunghezza del piccolo ramo l’esporrebbe certamente all’intemperie delle stagioni. Lo stelo sorte sempre dal nodo più vicino alla terra: ma se qualche causa lo di-