Pagina:Compendio del trattato teorico e pratico sopra la coltivazione della vite.djvu/39

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frutto, i di qui varj prodotti offrono sì grandi vantaggi, che non dobbiamo fare per cercare ogni mezzo di migliorarne la qualità?

Dietro la loro grandezza e disposizione, le altre ( che si distinguevano altre volte col nome di viti arbuste ) si dividono in alte della prima, della seconda, e terza specie.

La prima specie è quella, in cui la vite trovandosi unita ad alberi più o meno elevati, forma allora quello, che il celebre Rozier chiamava vite di alto fusto, il vino della quale non eguaglia mai in bontà quelli di usa vigna bassa.

Le alte della seconda specie differiscono nou solamente per la natura degli appoggi, ma ancora per la loro altezza. Queste sono pertiche, che si uniscono, e alle quali si lega la vite. Questo metodo, sebbene possa essere preferibile al primo, è troppo dispendioso, perchè debbasi rigettarlo.

Nelle alte della terza specie, il ceppo à da tre a quattro piedi e mezzo, e si attacca a una pertica di sei piedi di altezza.

Nelle costiere esposte a gran venti si riuniscono dei pali in forma di treppiedi, si legano fortemente alla sommità, e gli si attaccano i sarmenti. Questo è il genere di coltivazione impiegata nelle celebri vigne di Côte-rôtie, e di Condrieu.

Le viti si distinguono ancora in viti medie, e basse. Si trovano comunemente le prime in Dauphiné, Guascogne, Poitou, e nel dipartimento della Charente. Per sottrarle all’impetuosità de’ venti, sulle rive dell’Oceano, nell’Aunis, si tagliano tanto basse, che non le si lascia che qualche pollice di altezza.