Pagina:Compendio del trattato teorico e pratico sopra la coltivazione della vite.djvu/38

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CAPITOLO III.


Dell’altezza de’ ceppi; della forma; della palificata; del taglio; della spampanazione, e dello spampinamento.


Un metodo contro il quale non si potrebbe gridare abbastanza per il numero de’ suoi partigiani, è la maniera di coltivare la vite in Languedoc, ed in Provence; là i sarmenti sembrano frammischiali confondersi coi rami dell’olivo, le cui foglie verdi-pallide fanno un effetto armonico colle più corolorite della vigna: qui accompagnati al mandolajo, o all’olmo formano quei numerosi folti, la cui varietà piacevolmente distrae: più luogi, ceppi vigorosi, dopo avere coperti alberi interi, ricadono dalla loro sommità per formare quelle culle deliziose, dove più di un viaggiatore, attratto dalla bellezza de’ grappoli sospesi, trovò all’ombra di essi il modo di estinguere l’ardente sete, ed una difesa contro gli ardori del sole. Qual è il poeta, o il pittore a cui non siansi ingrandite le idee in questi luoghi incantatori? Qual’è l’infelice, che attraversando quei ridenti paesi, non abbia scordante un momento le sue pene, e sorriso all’idea di abitare un suolo così fertile, il quale presenta da per tutto le delizie dell’abbondanza? Se la vite fosse stata destinata solamente ad ornamento de’ nostri campi, o de’ nostri giardini, noi saremmo ben lungi dal gridare contro un’opera così brillante: ma siccome è coltivata soltanto per il suo