Pagina:Compendio del trattato teorico e pratico sopra la coltivazione della vite.djvu/46

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e della sua pianta, può aver tagliato con molta attenzione, per procurarsi un succo abbondante; ma il suo dovere non è ancora adempiuto. Bisogna che sappia dirigere il succo in modo favorevole alle nuove mutazioni, che deve subire. Non segua mai l’esempio troppo sfortunatamente diffuso, di riunire gli stipiti in fasci perpendicolari, la cui cattiva direzione facilitando troppo il trasporto del succo, non permette che subisca nella parte inferiore l’elaborazione necessaria, e le cui sommità riunite in fascio ànno l’inconveniente di privare i grappoli della luce del sole, e portare quella funesta ombra, che origina sovente l’umido, e il gelo; ma che siano posti e legati sui pali orizzontalmente. I sarmenti con questa posizione difficolteranno la circolazione del succo, che simile alla rugiada, penetrando allora con lentore in tutte le parti della pianta, le farà sentire per tutto gli effetti della sua felice influenza. Malgrado i vantaggi che procura la palizzata nei paesi, ov’è generalmente adottata, come nella Provence, Languedoc, Guienne, Auxerrois, sarebbe nocivo palizzare in tutte le direzioni, particolarmente nelle plaghe all’Est, o al Sud-est. Quelle viti, che si presentano di faccia ai primi raggi del sole avrebbero sempre da temere gli effetti distruttori sopra i giovani getti. La plaga del mezzogiorno non offre gli stessi pericoli, e si può presentare le pergole direttamente senza timore: tutte disposte parallele fra esse, riceveranno insieme l’emanazioni di quell’astro benefattore. I coltivatori, che ànno l’abitudine di palizzare, obbietteranno, può darsi, che questo metodo, sebbene buonissimo, è troppo costoso per essere im-