Pagina:Compendio del trattato teorico e pratico sopra la coltivazione della vite.djvu/75

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paziente di far godere al suo paese le sue laboriose ricerche, cominciava già a riunire i materiali della sua grande opera, allorchè morte crudele venne a rapirlo alle scienze, poco tempo prima dei giorni spaventosi, in cui l’infelice sua patria, coperta di un velo funebre, ed insanguinata, offriva da per tutto il quadro lagrimevole di tante vittime ammonticchiate sui rottami fumanti di opulenta città, degna di miglior sorte.

Noi sospireremmo lungo tempo i suoi preziosi risultati sulla coltivazione della vite, e l’arte di fare il vino, se i di lui manuscritti, confidati al dotto Dussieux, non fossero stali preservati dal furore dei Vandalismo medianti le cure dell’amicizia, e se uno dei più illustri chimici dell’Europa, ch’è tanto benemerito della sua patria per le felici applicazioni, che à fatto della chimica alle arti, non si fosse incaricato di una parte, alla quale egli ha fatto delle aggiunte considerabili, e che malgrado il suo modesto titolo di Saggio sul vino, non è nientemeno perciò il trattato più completo, che sia mai stato pubblicato su questo argomento.

Sebbene la sperienza abbia fatto conoscere agli uomini l’influenza grande dei climi sulla qualità dei vini, non si deve perciò studiare con minore attenzione l’azione della coltivazione, delle stagioni, della plaga, e del suolo, perchè disordina spesso i calcoli di quei coltivatori ignoranti, che per non farne conto, commettono errori, che gli riescono assai pregiudicievoli. La vite abita con preferenza certe contrade, che sembrano più convenirle, e dove la bontà dei suoi prodotti indica in modo sicuro, che debba prosperarvi. Se la bellezza