Pagina:Compendio del trattato teorico e pratico sopra la coltivazione della vite.djvu/74

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merosi suoi partigiani. La premura, colla quale tutte le nazioni ànno costantemente ricercato il vino, rendendo questa sostanza un ramo di commercio considerabilissimo nel paese, dove la vite è coltivala, à dato origine al gran numero di opere, che sono state pubblicate su questa materia, e delle quali si troverà l’indicazione nelle sagge note della nuova edizione di Olivier de Serres pubblicata dalla società di agricoltura di Paris. Ma i pochi progressi delle scienze fisiche a quelle diverse epoche, ricoprendo di un denso velo tutto ciò, che spettava all’oenologia, non à permesso ai loro autori, che riunire alcuni principj particolari, la cui generale applicazione sarebbe estremamente pericolosa. Tutto restava ancora da farsi, allorchè il celebre Rozier (la cui perdita sarà lungamente compianta dalle persone sagge, e da bene) dedicato sino dalla più tenera gioventù allo studio dell’agricoltura, che amava con passione, credette attaccarsi particolarmente alla coltivazione delle viti, in un paese soprattutto, che la natura à sì favorevolmente diviso, e dove i rari vantaggi, che presentano un suolo fecondo, ed una favorevole plaga, sembravano interamente ignoti.

Convinto del pericolo di quelle brillanti teorie, alle quali l’immaginazione, o fatti isolati ànno potuto dar origine, e non volendo confidare la cura delle sue osservazioni a mani straniere, invocò egli stesso le lezioni della sperienza, che ripetè con quella pazienza instancabile, che appartiene all’uomo di genio. Distinse facilmente, e al primo colpo di occhio i progressi, che questa scienza poteva attendere da una pratica sicura, e ragionata. Im-