Pagina:Compendio del trattato teorico e pratico sopra la coltivazione della vite.djvu/98

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

o[ 95 ]o

sioni del M. di Boullion è falsa, ammette niente meno, con questo chimico, che del cremore di tartaro, e dello zucchero aggiunto al mosto, danno dopo la fermentazione, tre quarti più di acqua-vite, che non avrebbe dato lo stesso vino senza l’aggiunta. Fabroni dimostra inoltre, che il solo acido del cremore di tartaro opera la conversione dello zucchero in spirito di vino, e che le proporzioni di queste due sostanze devono essere esatte, perchè possano distruggersi interamente. Così per avere una gran quantità di parti spiritose, se il zucchero, o il tartaro domina, si aggiungerà in ragione inversa l’una, o l’altra delle due sostanze.

Il celebre, ed immortale Lavoisier, la cui teoria sulla fermentazione vinosa è da lungo tempo adottata, aveva conchiuso, dietro le sue sperienze, che lo zucchero è distrutto quasi interamente colla formazione di una nuova quantità di acqua, e che fermentando da se solo, dava luogo a tutti i nuovi prodotti, che sono formati durante questa operazione.

Ma Trenard ripetendo colla sagacità e precisione che caratterizzano le sue ricerche tutto ciò ch’era stato fatto prima di lui su questo oggetto, à provato, che tra i principj immediati noti, vegetabili od animali, alcuno non è suscettibile di far fermentare lo zucchero; che il succo di tutti i vegetabili, fermentando s’intorbida, o depone una materia analoga alla lavatura di birra, e ch’era il solo corpo capace di far entrare il principio zuccherino in fermentazione, tanto più che questa materia si depone da tutti i liquidi sottomessi ad una tale azione. Per provare che la lavatura era solu-