Pagina:Considerazioni sulla importanza militare e commerciale della ferrovia direttissima Bologna-Firenze.djvu/58

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Con tale variazione al tracciato della Faentina, la direttissima Zannoni, senza oltrepassare il limite del 15 per mille nelle pendenze, sarebbe risultata della lunghezza di chilometri 62 fino a S. Piero, e di chilometri 87 circa fra la stazione di Bologna e quella di Firenze (Porta alla Croce).

Col secondo tracciato, per la Sieve, la linea Zannoni da S. Agata doveva dirigersi a Borgo S. Lorenzo, passando ivi a contatto della Faentina; e poscia, toccando Dicomano, poteva raggiungere la linea Firenze-Roma all’ingresso orientale della stazione di Pontassieve.

Lo sviluppo della linea da Bologna a Borgo S. Lorenzo sarebbe forse risultato di chilometri 64, ai quali aggiungendo i 32 chilometri del tronco successivo, si sarebbe ottenuta una lunghezza totale da Bologna a Pontassieve di chilometri 96. Anche per questo tracciato le pendenze massime sarebbero state del 15 per mille e le curve di raggio non inferiore a 400 metri.

Rispetto alle condizioni generali della linea, da Bologna a San Piero, l’Ingegnere Zannoni scrive1: «La costituzione geologica della catena non dissimile da quella di Pracchia, ma qui, come avvisa giustamente il Giordano, minori filtrazioni di acque.... Nel resto della linea pochi e non lunghi i trafori parziali, pochi i corsi d’acqua notevoli da attraversare, buono l’andamento, non molte le curve e sviluppatissime.»

§ III. Linea Protche. — Il Comm. Protche2 «lusingato dalla speranza che la valle di Setta offrisse il mezzo di salire colla pendenza massima del 15 per mille, onde arrivare ad attraversare l’Appennino all’altitudine di M. 500 circa,» dopo averne visitato il versante Sud per «riconoscere se si prestasse all’esecuzione di una discesa verso Firenze addirittura, ne abbandonò l’idea per i lavori di grandissima mole» che avrebbe incontrato

Inoltre, persuaso che a levante del Bisenzio la valle della Sieve non permette di «passare dal versante Mediterraneo a quello Adriatico senza incontrare due Appennini,» coll’inevitabile contropendenza, e che «la valle del Bisenzio è l’unica che ha il privilegio di permettere di passare senza intermedio in un affluente del bacino Adriatico,» sviluppò la sua linea per le valli del Setta e del Bisenzio, prendendo come punto di partenza e d’arrivo le stazioni di Sasso e Prato dell’attuale linea Firenze-Bologna.

Il suo studio, eseguito colla scorta di piante catastali, e di altri documenti, nonché col sussidio di livellazioni barometriche, dimostrò la possibilità di una linea fra le stazioni indicate, avente una pendenza non superiore al 12 per mille e curve di raggio non inferiore a M. 400.

Il tracciato e le condizioni della nuova linea, si possono esporre nel modo seguente, servendoci, ove cadono acconce, delle parole usate dallo stesso Comm. Protche nella citata relazione:

Nel primo tratto da Sasso al Brasimone «la valle di Setta si presenta generalmente larga e comoda, e l’esecuzione della ferrovia sarà molto facilitata per

  1. L’ingegnere Zannoni, in base al 1° progetto, nell’opuscolo pubblicato nel 1882 accennava anche alla spesa di 25 milioni per la costruzione di detto tronco da Bologna a S. Piero, ma colle variazioni introdotte nel tracciato, in seguito agli studi fatti sul terreno, tale somma sarà senza dubbio insufficiente.
  2. V. Relazione in data 23 novembre 1884, pubblicata nel N. 385 del giornale La Nazione.