Pagina:Continuazione e fine della Replica del dottor C. Cattaneo alla Risposta dell'ing Giovanni Milani.djvu/48

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DELL'INGEGNERE MILANI 393

da Milano a Trecella, e poi con una curva s’accosta ai passi della Muzza e dell’Adda. E così il sig. Milani, colla mal pensata publicazione del suo progetto, diede altrui le armi per dimostrare legalmente che non gli venne approvato, ma riprovato e rifuso.

E non vale il dire che dalla detta cubatura debba diffalcarsi il volume degli escavi, che somma a a 21582.m.c. Primieramente ne rimarrebbe ancora per più di 50 mila metri cubi; e poi sarebbe a mettersi in conto il trasporto della terra ad una media distanza di quattro a cinque mila metri, il che raddoppierebbe il prezzo indicato nella tabella M; e finalmente questo diffalco sparisce, se si suppone che il terrapieno cominci al livello delle campagne, come infatti, e non a quello degli árgini e delle strade. Non ostante questa enorme diminuzione dei terrapieni, il loro costo, che nel progetto a stampa era valutato per quella prima sezione a sole lire 309,622, fu poi triplicato nel progetto di dettaglio, ove si apprezzò a lire 981,597. Tanto spropositati erano quei primieri calcoli! Un poco minor correzione subirono le stime dei ponti del Lambro, della Mólgora, della Muzza, dell’Adda, e di tutti i canali irrigatorj di quella prima sezione; poichè nel progetto a stampa (V. pag. 62) erano valutati in tutto a lire 562,199, e nel progetto di dettaglio ch’è poi ancora un progetto preventivo, sono già portati a lire 1,104,122.

E i cambiamenti non sono ancora compiuti. Il terzo tronco di quella prima sezione comprende ancora spropositati árgini, alti fino a 4 metri. Ora per avere due o tre metri cubi di terra converrebbe formare almeno un metro quadro di palude, nei contorni di Melzo, ove le febri intermittenti sono già ben communi. E tuttociò per la pedanteria d’ottenere una livelletta quasi orizontale, cioè di 0m,631 per mille. Ora se il passaggio da quella livelletta alla successiva coincidesse col punto del massimo naturale avvallamento, si risparmierebbe quell’enorme terrapieno di 4 metri; e tuttavia le due contrapendenze si sussidierebbero scambievolmente, senza perdita sensibile d’effetto utile, attesa la loro dolcezza e la loro proporzione inversa alle rispettive lunghezze. Siccome poi Melzo e Cassano sono luoghi opportuni a due stazioni intermedie, così consuonerebbe alle regole dell’arte che riescissero ai punti culmi-