Pagina:Continuazione e fine della Replica del dottor C. Cattaneo alla Risposta dell'ing Giovanni Milani.djvu/5

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
350 REPLICA ALLA RISPOSTA

come il Colombani, aveva però veduto varie strade, era in più matura età, aveva fatto il suo corso di studj come ingegnere militare; ciò che, se poteva farlo credere men fondato in alcune parti, in compenso poi gli dava veste a discutere le objezioni militari; e di più non dicendosi nè milanese nè veneziano, non doveva esser oggetto di quelle eccezioni puerili che il riparto dell’impresa in due sezioni tendeva a risvegliare. Infine erano in Venezia alcuni, che avendo più impegno per lui che amore per la verità ed il publico servigio, ne parlavano come d’uomo piuttosto meraviglioso che raro; e qualunque tassa si volesse fare nel tradurre quelle raccomandazioni dal linguaggio dell’amicizia a quello degli affari, pur moltissimo ancora ne doveva rimanere.

L’idea che il dott. Cattaneo studiossi allora di far prevalere fu questa, che il Sig. Milani fosse capo d’ordine di tutta l’impresa, e tra i subalterni il sig. Colombani avesse lo speciale incarico per quelle parti che richiedevano sopratutto pratica nei lavori di strade ferrate. In questo non eravi altro errore, che d’aver supposto nell’animo del sig. Milani quel grado di saviezza e di ragione, che pur si trova nelle condizioni più umili della vita, dove nè il timoniere invidia chi è al remo, nè il capomastro invidia chi tiene il martello. Il capo che invidia i proprj officiali, si scava la terra sotto i piedi; perchè infine il loro merito prepara la sua gloria.

Del resto non è vero, che allora negli Annali di Statistica siasi trascorso a lodi esagerate del sig. Milani; e si può senza contradizione ripetere oggidì ciò che si disse allora.

“V’è chi parla di chiamare ingegneri dall’éstero. Ciò facendo andremo d’accordo con quei Francesi, i quali in questo istante medesimo si servono d’un giovine ingegner milanese. Sicuramente un ingegnere degno di dare una strada ferrata alla Francia cesserà d’esser capace quando si tratterà di darne alla sua città nativa; perchè nemo propheta in patria. Fin qui si tratta d’un giovine, a cui la nostra rara e consumata prudenza non vorrà forse, la somma delle cose. Ma non abbiamo forse un uomo d’età matura, nutrito di forti studj e di molta esperienza, e già da anni non d’altro occupato che di visitare e studiare tutte le strade ferrate che si stanno costruendo in Europa? Gli amatori delle piccolezze mu-