Pagina:Contributo alla storia della letteratura romanesca.djvu/13

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meriti il povero parroco. Spesso la visione si riconnette colla festa più prossima della Chiesa, celebrata, o da celebrare, p. es., il 25 decembre 1431 ebbe la visione della nascita di Cristo, l’11 gennaio 1432 quella dei Re Magi, l’11 febbrajo quella della Purificazione, il 26 dicembre 1440 la visione di S. Stefano.

Quanto al contenuto, più eloquente d’ogni parola sarà qualche citazione.

Nel luglio 1431 vide la piaga del fianco di Cristo larga 5 oncie e mezzo, «cioè uno deto per una oncia», vide che la lancia era penetrata nel Sacro Costato un palmo, che 25 furono quelli che lo flagellarono alla colonna; vide le Maddalena che numerava le punture delle spine nel capo del Signore, che furono 300, «perchè la corona fu ad muodo de cappello», mentre le battiture e le punture sommate insieme furono 6666 «tutte numerate dalla Maddalena!» E, particolare sfuggito a tutti gli storici del divino sacrificio, Gesù Cristo, dopo d’essere stato flagellato alla colonna, quando andò per rivestire le povere carni addolorate, non trovò più le vesti, che gl’iniqui giudei gli avevano nascoste!

Nella visione dell’8 settembre 1431 le apparve un’ostia smisurata, «como grande quantità de neve candidissima», nel cielo cristallino, e la Madonna circondata di spiriti angelici, «collo Signore nelle braccia, piccolino quasi de octo mesi!» Dietro istanza del Mattioti, descrive le tre corone di Maria simboleggianti l’umiltà, la verginità, la gloria. La corona dell’umiltà è di rose bianche, quella della verginità è composta di dodici castoni, in ognuno dei quali splende una stella dai raggi sfolgoranti di vario colore; ma il numero dei raggi, e i colori, e i simboli sono tanti, che mi pare non inutile riassumerli in uno specchio dimostrativo.

stelle raggi simboli colore
I 3 Trinità
II 4 un sol colore
III 7 sette doni dello Spirito Santo varî
IV 7 sette sacramenti  »
V 4 quattro virtù cardinali dodici colori