Pagina:Corano.djvu/151

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CORASO, 27. È indulgente per quei che ritornano:! lui. 28. Rendi ai tuoi prossimi parenti (I) ciò che è loro dovuto. non che al po¬ vero . ed al viaggiatore, e non essere prodigo. 20.1 prodighi sono fratelli di Satana. Satana 6 stato ingrato verso il suo Si gnore. 30. Se ti allontani (ila coloro che han bisogno senza soccorrerli) pregando il tuo Signore per ottenere dei favori che tu speri, parla loro almeno con dui cozza. 31. Non ti legar la mano al collo, e non l’aprir neppure tutta (2), per non essere biasimato, o pei non divenir povero. 32. Dio ora spande a larga mano i suoi doni a chi vuole, ed ora li misura E istrutto del vero stato de suoi servi, e vede tutto. 33. Non uccidete i vostri Agli temendo la povertà; noi penseremo a nutrire ed essi, e voi. Gli omicidj che commettete sono un peccato atroce. 3i. Evitate l'adulterio, che è una turpitudine, ed una cattiva strada. 38. Non uccidete l'uomo poiché Dio ve l'ha proibito, meno che por una giu¬ sta causa (3); percolili che venisse ucciso ingiustamente, abbiamo dato al suo popolo una facoltà (l), ma elio non passi i limiti (8); egli 6 assistito (0) nnj_ che è già assistito (dalla legge ). ’ 36. Non mettete le mani sopra i beni degli orfani, a meno che non sia con intenzione lodevole ( di farli accrescere) finché non siano arrivati all'età stabi¬ lita. Adempite i vostr'impegni, poiché vi se ne chiederà conto. 37. Quando misurate, riempite la misura. Pesate con una bilancia giusta. Ciò vai meglio, ed é più conveniente. 38. Non seguire ciò che tu non conosci (7). Ti si domanderà conto dell'udito della vista, e del cuore. Si chiederà conto di tutto. 30. Non camminare con orgoglio sulla terra; tu non potresti nè dividerla in due, nè eguagliare l'altezza delle montagne. ■10. Tutto ciò e cattivo, ed abbominevole dinanzi a Dio. 41. Ecco ciò che Dio t'ha rivelato della saviezza. Non collocare altri Dii a fianco di Dio, poiché saresti precipitato all’inferno e coperto di biasimo, e d'avvilimento. 42. Dio viha egli scelti per suoi figli, e gli angeli sono forse le sue figlie? Proferireste una parola atroce. _43. Abbiamo sparsi in questo Corano (degl'insegnamenti) affinchè gli uo¬ mini vi riflettano; ma non serve che ad allontanarvi maggiormente. (1) La parola dol testo veli s’applica anche all'erede, al protettore, al cliente, al¬ l'amico, od aW'alletito. (2) Cioè : non sii nò avaro, nè prodigo. (Sì Non si deve uccidere un uomo che per omicidio, apostasia, ed adulterio. Que¬ st’ultimo è controverso. (4) S’intende il dritto di esigere dall’omicida una soddisfazione per prezzo del sangue. (5) I limiti possono significare che uccidendo l’omicida si astenga da crudeltà sulla sua persona, o che si contenti di uccidere l’omicida senza vendicarsi sulla fa¬ miglia. ((>) La parola assistilo può riferirsi all'omicida che sarebbe vendicato egualmente se si oltrepassassero i limiti, o all'uomo ucciso che questo precetto sembra voler proteggere. La parola dol testo mansur vuol dire assistito, e anche vittorioso, vincito¬ re, cioè assistito da Dio. Il senso più naturale del cap. 55 pare « che il parente (lolla vittima non passi il limite della giustizia sull'omicida, mentre costui sarebbe egualmente assistito, soccorso, e vendicato, se s'oltrepassassero ». (7) Si spiega cosi questo passo : Non correre dietro a cose vane, e rii" non li serpi- ranno a nulla: oppure : Non accusare veruno di alcun delitto se non ne hai certezza.