Pagina:Cordelia - Dopo le nozze, Milano, Treves, 1882.djvu/119

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severità e debolezza 105


Intanto gli anni passavano, il colonnello era divenuto generale; Camilla aveva preso marito e Gustavo toccava quasi i vent’anni; però suo padre lo teneva ancora come un fanciullo, sottomesso ai suoi voleri. La sera esigeva assolutamente che fosse a casa alle undici, cosa che a Gustavo dava una gran noia, tanto più che i suoi amici, quando lo vedevano avviarsi per andare a casa, si burlavano di lui e gli dicevano ironicamente:

— Già si sa, ora Gustavo deve lasciarci, ha il babbo e la mamma che lo attendono, egli deve ubbidire, altrimenti lo mettono in castigo, il bambino.

Gustavo fremeva a queste parole, una volta corse anche il rischio d’avere un duello per questa ragione, poi pensò che per amor della pace era meglio una buona volta fare in modo di salvar le apparenze col babbo e passar parte della notte cogli amici.

Alle undici precise dava al generale la buona notte, poi entrava nella sua stanza;