Pagina:Cordelia - Piccoli eroi.djvu/293

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Ultimi giorni 285


— Si tratta d’una fanciulla, che godeva la vita spensieratamente come voi, aveva un bel sogno che la riempiva di gioia, dei pensieri che le illuminavano la fantasia e che un giorno spontaneamente rinunciò alle aspirazioni di gloria, ai sogni di felicità, ai suoi piaceri, alla sua giovinezza, per dedicarsi interamente a dei fanciulli che non erano suoi, e così condusse una vita di sacrificio e d’abnegazione, sempre serena, sempre sorridente, senza lagnarsi mai, contenta della sua sorte.

Eppure ne aveva delle noie per la sua giovane età! pensate: un ragazzo non voleva studiare, una ragazza egoista e vanerella, un terzo studioso, ma disordinato, poi una bimba da educare, un birichino da dover frenare, e le toccò questa fatica, mentre era ancora nel fior degli anni. Forse col tempo quei ragazzi comprenderanno il suo immenso sacrificio e l’apprezzeranno, e forse invece la ricompenseranno coll’ingratitudine.

— Questo no! — proruppe Vittorio avvicinandosi a Maria, e saltandole al collo per abbracciarla.

— Cattivo professore! — esclamò Giannina, seguendo l’esempio del fratello.

— È la storia di Maria, — dissero Carlo ed Elisa, raggruppandosi tutti intorno alla sorella.