Pagina:Cose lauretane.djvu/25

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lo Scaligero, e quanti altri si affaticarono, per dissipare gli errori, e rettificare le date degli avvenimenti. Anzi dovrebbe riprovarsi la stessa correzione Gregoriana del Calendario, come capace di mettere in compromesso il corso della Luna e del Sole.

42. Intanto il Sig. Cavaliere non aggiunge niente di più, e ognun vede se le sue riferite parole, si possono chiamare osservazioni Storiche, artistiche, e critiche intorno al tempo in cui venne la Santa Casa. In ogni modo ancor io darò fine alla mia analisi, alla quale mi sono indotto malissimo volentieri, e per la sola necessità di sostenere un punto tanto interessante della Storia Cristiana. Concludiamo dunque così. Il Sig. Cavaliere si è proposto di ragionare di una tavola antica «rappresentante la miracolosa traslazione della Santa Casa», e poi ha confessato Esso stesso, che in quella tavola non è altrimenti dipinta la Santa Casa. Inoltre il Sig. Cavaliere ha dichiarato di scrivere storicamente ed artisticamente sopra la Santa Statua, e poi ha detto che quella Statua è un fittone, mentre è realmente una Statua. In fine ci ha promesso osservazioni storiche, artistiche, e critiche sull’epoca dell’arrivo nel 1294, e poi non ha allegato né un fatto, né un monumento, né un raziocinio, per comprovare che in quell’anno seguì l’arrivo della Santa Casa in Italia. Dunque il Sig. Cavaliere deve essere persuaso esso stesso, di avere scritto il suo opuscolo con tanta spensieratezza, che non toccò nessuna delle mete. Nulladimeno ci resta la erudizione, che a Pompeja si trovavano le camere quadrangolari, e alle arti resta sempre il guadagno di avere imparato a conoscere la antichità delle fabbriche a naso.