Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/102

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82 libro terzo

notificazione dell’alcalde, l’Ammiraglio protestò dinanzi a lui, che i suoi titoli di Vice-re e di governatore perpetuo non potevano essere annullati dalle facoltà date a Bobadilla; che la nomina del commissario regio era solo valevole per l’amministrazione della giustizia; e intimò agli astanti di continuare a prestargli obbedienza in tutto il rimanente, come prima.

Tuttavia, quantunque si fosse impadronito alla maniera dei corsari della casa del Vice-re, il commendatore non era interamente assicurato. L’Ammiraglio aveva seco ufficiali affezionati; esercitava un grande ascendente sui cacichi; suo fratello l’Adelantado si trovava nel Xaragua comandante di una schiera fedele. La voce correva a San Domingo essere imminente un moto generale nell’isola. Siccome in virtù de’ suoi trattati colla Castiglia, Cristoforo Colombo era Vice-re e governatore perpetuo delle Indie, così nessun ordine poteva distruggere i suoi privilegi; ed aveva diritto di tutelarli ricorrendo, se fosse bisogno, anche alle armi. Temendo, dunque, il nuovo governatore che l’Ammiraglio non respingesse colla spada il mandato firmato dall’ingratitudine di Ferdinando e dall’errore di Isabella, giudicò prudente di usare le vie della persuasione e della dolcezza per recarlo a cedere.

Era nota la pietà di Colombo e come amava l’Ordine di San Francesco: il governatore avvisò che il migliore intermediario in questo all’are sarebbe stato un francescano. Perciò il 7 di settembre pregò il padre Juan di Frasiera1, ch’era stato incaricato degl’Indiani ricondotti ad Hispaniola per ordine della Regina, di andare a Bonao all’Ammiraglio, e di mostrargli la lettera di credenza data dai Sovrani al nuovo governatore. Il Francescano non potè rifiutarsi a quella trista commissione: raccontò al Vice-re ciò ch’era avvenuto a Siviglia, e ciò ch’era testè accaduto a San Domingo. Per convincerlo della realtà di que’ fatti, pose sotto i suoi occhi la lettera di credenza, il cui terribile laconismo troncava ogni incertezza e dispensava da ogni spiegazione.

  1. “Per un Fra Giovanni della serra á 7 di settembre gli mando una regal lettera.” — Fernando Colombo, Vita dell’Ammiraglio, cap. lxxxv