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CAPITOLO OTTAVO

Rapido viaggio dalla Spagnuola in Castiglia. — La lettera di Colombo giunge alla nutrice dell’infante. — Dolore della Regina in udire le indegnità commesse contro l’Ammiraglio. — Essa gli scrive per protestare contro di quelle: lo consola e gli manda di che ristorarsi. — Arrivo di Colombo e de’ suoi fratelli alla Corte. — Accoglienza dei due Monarchi. — Conferenza particolare di Colombo e d’Isabella. — Deposizione di Bobadilla. — Nomina di un governatore interinale. — È scelto il commendatore Ovando, segretamente legato con Fonseca. — Gli è conceduto un magnifico stato di casa, e, per condurlo al suo governo, una flotta di trentadue vele. — Colombo ospitato da’ suoi amici Francescani si occupa della liberazione del Santo Sepolcro. — compone poesie religiose, e un estratto delle Sante Scritture, intitolato Libro delle profezie.

§ I.


Parve che la Provvidenza per abbreviare i patimenti dell’Ammiraglio, gli desse venti continuamente propizii. ll suo viaggio fu de’ più felici e de’ più rapidi. Partite in ottobre, le due caravelle entravano il 20 novembre nella baia di Cadice. Nessuno prima era mai venuto dalle Indie in sì pochi giorni. Ad esempio del loro capitano, tutti gli ufficiali avevano dimostro ogni rispetto all’Ammiraglio ed a’ suoi fratelli1. Per le cure del padrone della Gorda Andrea Martin, appena fu gettata l’áncora, un uomo di confidenza venne segretamente spedito a Granata, ove allora dimoravano i Monarchi, latore della lettera scritta alla nutrice dell’Infante. La celerità di quel messaggero precedette l’arrivo dei dispacci e del processo mandati da Bobadilla. Per buona ventura di Colombo Granata non era Siviglia: le ostilità burocratiche, e gli odi locali non vi pervertivano l’opinione. Intorno all’Alhambra, conquistata alla fede cattolica, la gloria del gran Porta-croce della Chiesa si conservava intatta. Quali che si fossero i suoi detrattori, lo splendore de’ suoi

  1. Il P. Charlevoix. storia di San Domingo, lib. iii