Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/116

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96 libro terzo

servigi, la grandezza dell’opera sua, la memoria trionfale della sua prima scoperta, ammirata anco dai Musulmani, sollevarono una unanime indegnazione contra quell’oltraggio, che pareva a stento credibile. Nella stessa Cadice, in cui Colombo e i suoi fratelli, giusta gli ordini di Bobadilla, erano stati consegnati al podestà di Jerez, Gonzalo Gomez de Cervantes, amico di Fonseca, il sentimento pubblico esprimeva una riprovazion severa per tale attentato. Da tutto questo si argomenti ciò che dovette provare la Regina.

Appena dona Giovanna della Torre ebbele comunicata la lettera di Colombo, l’indignazione d’Isabella non fu superata che dal suo dolore. Un corriere straordinario spedito al momento portò l’ordine a Gonzalo Gomez di Cervantes di restituire in libertà immantinente l’Ammiraglio e i suoi fratelli: la Regina scrisse a Colombo una lettera firmata anche da Ferdinando, nella quale deploravano l’ingiuria inflittagli, così opposta ai loro sentimenti, e dalla quale dicevano sentirsi offesi essi medesimi; l’invitavano a venire immediatamente alla corte, e comandavano gli fossero pagati duemila ducati d’oro, affinchè: potesse riparare l’odiosa nudità a cui lo aveva osato ridurre Bobadilla. .

Secondo ogni apparenza, la costui relazione e i documenti del processo da lui compilato non diventaron oggetto di attento esame; furono percorsi solamente per avere la misura dell’audacia e dell’odio dei nemici dell’Ammiraglio. I fatti di quella relazione erano così inconciliabili colla natura elevata e tutta cristiana di Colombo, che quel cumulo di atroci denunzie, virtuosamente respinte dalla collera della Regina, fu distrutto sotto i suoi occhi; nè si parlò di tal processo e di tal relazione, che per annunziare la destituzione e il castigo di Bobadilla.

ll 17 dicembre, Colombo, co’ suoi fratelli, fu condotto all’udienza solenne de’ Sovrani, i quali lo accolsero coi segni più soddisfacenti della loro benevolenza, e di un amaro risentimento verso il suo insultatore. Questo primo ricevimento dei Re, tutto di gala, non era, propriamente parlando, che una riparazion pubblica dell’oltraggio commesso in loro nome con-