Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/117

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

capitolo ottavo 97

tro l’uomo a cui essi andavano debitori di tanto1. Ma pochi giorni dopo, la Regina chiamò in udienza particolare Colombo, per avere una spiegazione sui motivi dell’odio che lo perseguitava, e sul vero stato delle Indie.

In questa conferenza Cristoforo Colombo era solo.

A mirarsi innanzi lo scovritore del Nuovo Mondo, ricordando la Regina l’indegnità del trattamento da lui patito in suo nome, si sentì tocca in fondo al cuore, e i suoi occhi si empierono di lagrime. Scorgendo quella emozione ch’esprimeva eloquentemente tenerezza e dolore, Cristoforo tentò indarno di trovar parole per accusare o per difendersi. L’uomo che aveva intrepidamente sopportati i colpi della fortuna, non pote contenere più lungamente gli affetti compressi entro il suo cuore, e diessi a piangere dirottamente. Colombo e Isabella piangevano al tempo stesso, senza proferire parola. Solamente dopo questa comunanza di tenerezza e dopo la muta eloquenza del colloquio delle loro anime, il rivelatore del Nuovo Mondo gettò a terra con brevi parole l’intero sistema de’ suoi accusatori.

Le lagrime d’Isabella furono un balsamo sovrano al cuore dell’eroe. La Regina Cattolica promisegli che punirebbe i suoi oltraggiatori, riparerebbe tutte le loro ingiustizie e lo rintegrerebbe nella sua dignità. Tuttavolta, a motivo delle ardenti inimicizie sollevate contra di lui, avvisò non convenire di esporlo a nuovi guai, rendendogli immediatamente il governo della Spagnuola. Dopo questa udienza, Colombo diresse ai Sovrani una querela formale contra gli atti tirannici commessi dal commendatore Bobadilla, e fece conoscere i vizi, e i gravi danni recati dalla nuova amministrazione: poi, affine di interessare al suo richiamo alcuni personaggi che facevano parte del consiglio dei Re, compilò un promemoria, la cui brutta-copia, scritta di sua mano, ci è stata felicemente conservata.

  1. L’Ammiraglio parlò poco in presenza del Re, cui egli ben sapeva non essergli favorevole, ma alcuni giorni dopo, essendo stato ammesso ad un’udienza della Regina... egli commosse sino alle lagrime il cuore di questa buona principessa. — Il Padre Charlevoix, Storia di San Domingo, lib. III.
Roselly, Crist. Colombo, T. II. 7