Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/139

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capitolo ottavo 119

versione contro l’Ammiraglio, lo mantenevano fermo nell’idea che quel titolo di Vice-re scemava il prestigio della corona. Fu messo tutto in opera per annullare i titoli e i privilegi che Colombo possedeva, e per violare, anche apertamente, le convenzioni fermate con lui, e ratificate con tutte le forme legali. Si vuole nonpertanto riconoscere che l’ingratitudine e il mal volere del Monarca non ebbero tanta parte in questa iniquità, quanta l’egoismo e gli odii dell’ufficio delle colonie. L’animosita del vescovo Fonseca avanzò in nequizia la malevolenza e le meschine gelosie del re Ferdinando.

§ III.


La surrogazione temporaria all’Ammiraglio nel governo delle Indie essendo stata confermata, col consenso della Regina, che si era persuasa della prudenza di un tale partito, la scelta di Isabella fu astutamente diretta sopra un personaggio ben veduto a corte, ligio all’ordinatore generale della marina, accetto al Re, e il cui contegno grave, riservato, in bell’accordo colla cortesia del parlare, ispirava naturalmente riverenza. Questo personaggio era il commendatore di Larez don Nicola di Ovando.

A questa surrogazione, temporaria in apparenza, ma definitiva nella mente del Re, fu concessa la pompa d’uno splendido corteo e d’una magnifica flotta di trentadue vele. Il vescovo ordinatore, il pagatore Bribiesca e Gonzalvo Gomez di Cervantes, allora stabilito a Siviglia, per un’attività inudita, misero, in meno di sei mesi, le navi in istato di salpare. Se Colombo avesse potuto abbassarsi all’invidia, non avrebbe notato senza dispiacere e senza sospetto questo apparato guerriero, questo sfoggio di forze prodigalizzato ad un ordinamento provvisorio. Il controllore della marina, che gli aveva dianzi negato il passaggio gratuito per un solo servo, non faceva difficoltà per le dieci guardie del corpo a cavallo, e le dodici guardie a piedi del nuovo governatore, il quale menava seco ufficiali di alto grado, e andava con tale pompa che l’Ammiraglio non avrebbe neppure osato averne il pensiero. Evidentemente il governatore temporario era favo-