Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/141

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capitolo ottavo 121

stione de’ Luoghi Santi, attirare l’attenzione dei Re cattolici, e indurli a questa gloriosa impresa.

Talvolta nell’intervallo delle sue investigazioni il contemplatore del Verbo, elettrizzato dalla poesia d’Israele e dagli inni magnifici della Chiesa romana, si provava di rendere in versi l’emozioni della sua pietà. Poeta per sentimento, lo era altresì per la espressione, ed anche nel linguaggio della sua patria adottiva.

Questi carmi cristiani di Cristoforo Colombo sono andati per mala ventura perduti: alcuni vestigi se ne rinvengono conservati a caso nello schizzo d’un suo lavoro sulle profezie1. La poesia n’è grave e solenne come il genio cristiano. Evvi sentito il disinganno del mondo, la profondità della fede, la logica delle cose divine. Il componimento più lungo tratta dei fini dell’uomo. Colombo ha sviluppato in sei strofe, ognuna delle quali comincia con una parola latina, questa massima cattolica: Memorare novissima tua, et non peccabis in æternum. Queste sei strofe sono improntate della grandezza e dell’inflessibilità dei nostri dommi. Vi si ritrovano quelle impressioni profonde, quell’ardente sete del paradiso, quell’orrore del peccato, che sono così naturali alle sante anime. Se in una lingua ch’ei non cominciò a balbettare che verso il suo quarantesimonono anno, Colombo si mostrava poeta, quante armonie non avrebb’egli rivelate nell’idioma di Dante Alighieri e di Torquato Tasso, il dolce favellare della sua infanzia?

Questo fatto dell’ispirazione poetica destasi in Colombo durante la sua sciagura, e nella sua vecchiezza, ci pare degna di osservazione. Grandi genii, e grandi Santi scrissero anch’essi poesie in lor ultimi anni: la gioventù comincia col ritmo, la vec-

  1. Per mala ventura, la parafrasi del Memorare novissima tua, il cominciamento di un’ode sulla nascita di San Giovanni Battista intitolata “Gozos del nascimiento de Sant’Juan Bautista,” poi una stanza che ha per soggetto il dovere cristiano, ed alcuni versi sparsi qua e là sui fogli del libro de las Profecias, compongono unicamente ciò che ci pervenne delle poesie di Cristoforo Colombo.