Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/148

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128 libro terzo

senz’avere di che pagare lo scotto. Non solamente egli non trovava sempre con che «pagare lo scotto1,» ma, cosa più penosa alla sua carità, non aveva neppure una piccola moneta per dare all’offerta quando era in chiesa; e questo era ciò che gli dolea da vantaggio: solo per questa circostanza si lamenta della sua miseria: non potere offrir nulla alla Chiesa2 ed ai poveri, questo è ciò che gli cuoce del suo povero stato. Colombo non accenna a queste strettezze che tendono a diminuire lo splendore del suo grado, ad abbassare la dignità de’ suoi titoli: per lui la povertà non è penosa, sopratutto, se non perchè nuoce ai poveri, che non può assistere.

Il disfavore gettato sulle colonie impediva che l’Ammiraglio ottenesse anticipazioni. Le sue strettezze, e il discredito di pecunia e d’influenza in cui era caduto, noti in Castiglia, traspirarono anco fuori. Una lettera del segretario dell’ambasciator veneto in Ispagna, nella quale Angelo Trivigiano si vanta di essere diventato «grande amico» di Colombo, mostra ad un tempo le di lui strettezze, e la sua inesauribile bontà. In mezzo alle sue tribolazioni il Vice-re delle Indie faceva eseguire dai piloti di Palos, per Domenico Malipiero, una carta di gran dimensione3, rappresentante tutte le terre scoperte nelle Indie.

I grandi che pigliano qual bussola nelle loro relazioni il favore della corte, avevano abbandonato il vecchio marinaro. Eccettuati i Francescani4, e alcuni dotti stranieri, nessuno rompeva la solitudine del Vice-re caduto in disgrazia. Egli comprese allora, che chi si dedica a tutti non ottiene riconoscenza individuale; che i servigii resi all’universale son come resi

  1. “Y las mas de las veces falta para pagar el escote.” — Cristoforo Colombo, Lettera ai Re Cattolici datata dalla Giammaica il 7 luglio 1503.
  2. “No tengo solamente una blanca para el oferta.” — Ibidem.
  3. Lettere di Angelo Trivigiano del 21 agosto 1501. — Morelli, Lettera rarissima, pag. 44.
  4. Humboldt riconosce che a Granata Colombo viveva nella società dei Francescani. — Esame critico della storia della geografia del Nuovo Continente, t. III, § 2, p. 258.