Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/177

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capitolo primo 157

sperienza dell’Ammiraglio: un tal genere di predizione è al di sopra dei fatti dell’osservazione e della pratica. Interrogate gli uomini speciali, gli ufficiali di mare: meglio d’ogni altro essi vi proveranno l’impossibilità di cosiffatta profezia giusta le nozioni della scienza nautica. Il dotto Arago non credeva alla possibilità di presagire una tempesta, e meno ancora d’indovinarla prima dell’arrivo dei segni che le son precursori. Ecco ciò che dice intorno alla predizione di Colombo, un ufficiale superiore della marina, antico direttore di una scuola navale, autore del Manovratore perfetto e del Dizionario di marina a vela ed a vapore, il barone di Bonnefoux.

«Noi ci crediamo fondati a non ammettere l’infallibilità assoluta di alcun uomo, di alcuno strumento meteorologico, d’alcuna nozione preventiva, di alcun segno precursore, in quanto risguarda predizioni od annunzii sul tempo che farà, non solamente due giorni, ma neppur due ore anticipatamente. Che Colombo, per esempio, in questa occasione, abbia notato che le nubi delle regioni superiori avevano un corso molto pronunziato a paragon di quello delle nubi più vicine alla terra; ch’egli abbia osservato che i venti regolari diminuivano, che ad intervalli i soffii dell’ovest si rinforzavano ed abbia giudicato cosa prudente porsi al sicuro, noi lo comprendiamo facilmente, tanto più che da uom di mare provetto, Colombo aveva contratta abitudine, che è quella di tutti i capi prudenti, di aver sempre il pensiero preoccupato della sua strada, della sua nave, dello stato del cielo e delle probabilità del momento: ma rispetto al dichiarare pubblicamente che una tempesta doveva scoppiare di lì a due giorni, noi crediamo che sia cosa al di sopra delle facoltà umane, e che nè Colombo nè altra persona del mondo non abbia mai potuto predirla con certezza1

Noi pure siam persuasi che una tale predizione sia al di sopra delle facoltà umane: è precisamente per questo che l’annunzio officiale di Colombo al governatore Ovando, il consiglio di non lasciar partire la flotta, dato con insistenza, due giorni prima della tempesta, ci sembrano presentare un carattere prodigioso

  1. Bonnefoux, Vita di Cristoforo Colombo, p. 563, 564.