Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/181

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capitolo primo 161

critica, sembra che venga a provare e rendere credibili ai più ostinati increduli i miracoli dell’Antico Testamento; a dimostrare indubbiamente l’intervento, qualche volta palpabile, del Monarca de’ cieli nelle cose della terra, e dar credito ai castighi temporali de’ popoli sotto l’antica legge, riferiti dai Libri Santi, confermati dalle più remote tradizioni dell’Oriente, e di cui la stessa antichità profana conservò memoria.

Ned ai tempi de’ Patriarchi, nè dopo l’uscita dall’Egitto, sotto i Giudici e i Re, non fu mai che nell’eredità di Giacobbe si manifestasse segno più evidente di questo, con cui scoppiò lampante la collera di Dio nelle solitudini dell’Atlantico.

Nondimeno l’uomo in cui favore parve adempiersi questo giudizio divino, Colombo, allora simile al profeta che avverte gli uomini per dar loro il tempo di pentirsi, non ha mai fatto allusione al suo avvertimento dispregiato: ignorò dapprima, nel proseguire la sua via, il prodigio accaduto, in cui egli aveva figurato in guisa sì conforme al suo carattere di messaggero della salute: ma quando, due anni dopo, conobbe ne’ suoi particolari quella catastrofe, la chiamò col suo nome, un miracolo, e fece notare ai Re che da lungo tempo (forse da secoli) Dio nostro Signore non aveva percosso il mondo con un prodigio così sorprendente1.

La catastrofe, che aperse a quel tragico modo la quarta esplorazione dell’Ammiraglio, percosse di stupore i contemporanei a motivo dell’enormità del disastro: ma, in sostanza, quantunque miracoloso, questo avvenimento non ha per noi nulla che avanzi in istraordinarietà certe circostanze dei precedenti viaggi di Colombo.

La predizione di questa tempesta non ci pare più mirabile dell’annunzio della terra fatto a giorno e quasi ad ora fissa la sera dell’11 ottobre 1492, quando ell’era lungi ancora venti

  1. “Grande tiempo ha que Dios Nuestro Señor no mostró milagro tan público.” — Carta del Almirante don Cristobal Colon pediendo al Rey Catolico, nombre á su hijo D. Diego para sucederle, etc. — Suplem. primer. á la coleccion diplom., n° cvi.
Roselly, Crist. Colombo, T. II. 11