Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/207

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capitolo terzo 187

poi si potevano udire distintamente), come avrebbero saputo in tale stato accordarsi intorno ad un mezzo di combattere la tromba, concertarsi sulla scelta dell’Evangelista, indicarsi i passi giudicati capaci di scongiurare il pericolo? Nel rapido suo corso, il tifone lasciava tempo di deliberare? Come e da chi prendere consiglio? D’altronde in nessuna delle quattro caravelle v’aveva marinaro che possedesse l’antico e il nuovo Testamento. L’uso delle Bibbie non si è introdotto presso il popolo che col protestantismo; nemmen oggi la Spagna lo ha adottato. Washington Irving, ignorando il domma cattolico, dimentica che in Castiglia nessuno aveva una fede superstiziosa al potere del testo sacro, ed alla sua efficacia taumaturgica: non comprende che nessun piloto avrebbe avuto quell’improvvisa chiaroveggenza, e concepito uno spediente così singolarmente estraneo alla nautica, e al tempo stesso così ardito sotto l’aspetto delle attribuzioni spirituali: tutt’al più si sarebbero recitate preghiere liturgiche destinate a stornare le tempeste: per ricorrere alle parole del prediletto Discepolo, per iscegliere cotesta sublime dichiarazione dell’annunziatore del Verbo, bisognava essere ben addentro negli splendori della conoscenza divina, trovarsi quasi all’altezza di quella intuizione sovrumana, meritare la protezione celeste, essere gradevole agli occhi del Signore, a dir breve, chiamarsi Cristoforo Colombo. Ogni anima cattolica penserà come noi, e niuno, che sia giudizioso, crederà al plurale, veramente inammissibile, adoperato da Washington Irving.


§ II.


Dileguata appena la tromba, il mare ristette dal suo furore: cadde la violenza delle onde; a poco a poco l’Oceano depose la sua collera; i venti erano quietati, e si diffuse una specie di calma.

I marinari, per la maggior parte malati, rimanevano rifiniti, nè più capaci di alcuna manovra. Considerando questi travagli, questi riscuotimenti, e le fatiche a cui nessuna costituzione poteva resistere, l’Herrera risguarda la sovraggiunta calma, come un atto della misericordia divina. Egli dice positivamente che