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capitolo terzo 191

curo nel Belen, ad un tratto, senza motivo apparente, il fiume si gonfio all’improvviso e con sì terribile violenza, che le gomene si spezzarono: le caravelle erano spinte le une sulle altre. La Capitana fu lanciata con tanta forza contro il Galiziano che gli recò gravi avarie, e spezzò un de’ suoi alberi. Queste due caravelle andavano rasentando il fondo, ora sopra una riva del fiume ed ora sull’altra, trastulli della violenza e dello straripamento. «Fu per una grazia tutta particolare di Dio, che le due navi non andarono spezzate1.» L’Ammiraglio raccontava che il pericolo fu estremo. Le sue navi erano sul punto di essere portate via dalla furia delle acque, e aggiungeva schiettamente con modestia commovente «Nostro Signore apportò rimedio come ha fatto sempre2.» Donde procedeva questo rigonfiamento impreveduto? L’Ammiraglio non l’attribuì alle piogge continue, che avrebbero fatto crescere il fiume a poco a poco, ma ad una causa subitana, ad un immenso temporale scoppiato nell’interno delle terre sulla catena delle alte montagne che corrono dal nord all’ovest, alle quali aveva imposto il nome di San Cristoforo. L’esperienza ha giustificato l’ammirabile precisione della sua congettura.

Dal 6 gennaio al 14 febbraio la pioggia cadde senza interruzione; l’Ammiraglio lo ha scritto: «Piovette senza discontinuar mai sino al 14 febbraio, ed io non ebbi una sola occasione di penetrare nell’interno delle terre, nè di riparare in qualsivoglia luogo.» Tuttavia, a malgrado della incessante pioggia, l’Adelantado, alla testa di settanta uomini, si spinse nell’interno, e giunse dinanzi alla casa di Quibian il quale, con aria graziosa venne a incontrarlo. La dimane l’Adelantado, condotto da tre guide che gli aveva dato l’astuto Quibian, per far quattro leghe, dovette passare quarantatrè volte a guado3 un fiume, sulla cui sponda spesero la notte seguente. A mattina trovarono una specie di

  1. Herrera, Storia generale dei viaggi e conquiste dei Castigliani nelle Indie occidentali, Decade 1, lib. V, cap. x.
  2. “Y cierto los vi in mayor peligro que nunca. Remedió Nuestro Señor, como siempre hizo.” — Cristoforo Colombo, Lettera ai Re Cattolici indirizzata dalla Giammaica il 7 luglio 1503.
  3. Fernando Colombo, Vita dell’Ammiraglio, cap. xcv.