Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/225

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capitolo quarto 205

queste tribolazioni rimangono scolpite sul marmo, e non senza ragione1.

Qua ci fermiamo.

Trascrivendo quest’espressioni ripetute dal medesimo Colombo colla sua stupenda ingenuità andiamo compresi da un indefinibile rispetto. Nel buio di questa visione brilla un riflesso dall’Orebbe e dal Sinai; crediamo di udire il monologo misterioso che giustificava la Provvidenza agli occhi del suo inviato. Il racconto di questa consolazione celeste intessuto d’interrogazioni, e scovrente i più intimi segreti del cuore, è superiore a qualsia moderna creazion letteraria: bisogna rimontare ai cedri del Libano, alle palme de’ Profeti, alle rive del Giordano per ritrovare una eloquenza così traboccante di forza e di grandezza. Si può egli concepire linguaggio di una elevazione più solenne, di una semplicità più maestosa? diremmo volentieri con Villemain: «bisogna chiudere il secolo decimoquinto con questa visione sublime, alla qual niente manca, nè il genio, nè l’entusiasmo, nè la sciagura di un grande uomo2

Quantunque ella riconosca l’elevazione e la poesia di queste inimitabili linee, la scuola protestante vuol intravvedervi l’opera dell’astuzia, o l’effetto di un delirio febbrile; sospetta la sincerità della visione, e riduce il racconto dell’Ammiraglio ad un componimento abilmente concepito, per dar una lezione indiretta al re Ferdinando, che violava i suoi obblighi verso di lui.

La nostra penna non si abbasserà a discutere questa odiosa imputazione: un fatto solo basterà a distruggerla.

Vi ha tanto men fondamento a vedere in ciò una lezione indiretta data ai Sovrani di Castiglia, che nella lettera medesima in cui riferisce questa visione, Cristoforo Colombo non usa alcuna figura per ricordare ai Re cattolici la maniera oltraggiosa e insieme ingiusta con cui fu spogliato del suo governo, per diman-

  1. “No temas, confia: todas estas tribulaciones estan escritas en piedra mármol, y no sin causa.” — Cuarto y ultimo viage de Colon.
  2. Villemain, Prospetto della letteratura nel Medio Evo, tom. II.