Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/230

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210 libro quarto

l’aria, questa vera ostilità degli elementi avevano sorpreso grandemente il giovane Fernando Colombo, quantunque mostrasse gran coraggio, per non crescere le angosce del padre. E poscia ch’ebbe più volte traversato l’Atlantico, quando scrisse la sua storia, avendo l’esperienza di trent’anni modificato le sue idee cosmografiche, ciò che aveva veduto, e ciò che aveva patito in quella campagna parevagli cosa sovrumana: diffidò de’ suoi ricordi scritti, temendo l’esagerazioni di una imaginazione adolescente; e per sicurare la fedeltà della sua storia consultò la relazione di un ufficiale con cui aveva navigato, l’onorevole Diego Mendez1; e trovò in essa la giustificazione di quelle sue impressioni.

Ci aveva qualche cosa d’insolito, di formidabile e di aggressivo nel carattere di quegli sconvolgimenti dell’aria, di que’ furori oceanici, di quelle variazioni di venti incessanti, però sempre contrari a Colombo, e che lo impedivano così dall’andare avanti, come dal tornare indietro lungo le coste. Tali contrarietà sembravano realmente combinate per costringerlo a guadagnare il largo, e ad allontanarsi per sempre dal Nuovo Mondo. Lo storiografo regio Herrera, fu anch’esso sorpreso da siffatta rabbia inudita negli annali del mare, vera ribellione dell’Oceano, «perocchè, dice, lorchè uscivano da un porto, pareva che i venti secondasserli per indi a poco a poco attaccarli con ogni lor posa sospingendoli ora verso oriente, e subito dopo verso ponente, e in tante guise e così sovente, che l’Ammiraglio e tutti quelli che erano con lui non sapevano qual partito prendere2.» È di fatto che d’allora in poi nessuna esplorazione marittima sul rimanente del globo, nessun viaggio posteriore in quelle parti fu mai più provato in così crudele maniera.

    ras, Relacion del viage é de la tierra agora nuevamente descubierta por el Almirante don Cristobal Colon.

  1. “E fu ciò cosa tanta strana e non mai più veduta, che io non avrei replicate tante mutazioni, se oltra l’essermi trovato presente, non l’avessi veduto scritto da Diego Mendez... Il quale ancora scrisse questo viaggio.” — Fernando Colombo, Vita dell’Ammiraglio, cap. xciv.
  2. Herrera, Storia generale dei viaggi e conquiste dei Castigliani nelle Indie occidentali. Decade 1, lib. V, cap. ix.