Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/24

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4 libro terzo

l’ardore asfissiante «che niuno ardiva discendere sotto ponte a riparare le botti, e aver cura dei viveri1. Questa incandescenza durò otto giorni. La mancanza del vento impediva di potervisi sottrarre. Come usava sempre in simili circostanze, l’Ammiraglio si rivolse a Dio che lo aveva soccorso in ogni pericolo: si ricordò di aver trovato un gran mutamento nella temperatura ogniqualvolta era passato a cento leghe all’ovest delle Azorre, al punto indicato dalla famosa linea della demarcazione papale. «Per questo, dic’egli, mi determinai, se fosse piaciuto a nostro Signore di mandarmi del vento e un tempo propizio, e trarmi dai luoghi in cui mi trovava, di non andar più innanzi al mezzodì, però senza indietreggiare, ma di navigare all’occaso infino a che avessi raggiunto la temperatura che aveva trovato quando era nel parallelo delle Canarie; e allora di navigare più al sud. Piacque al Signore, in capo a questi otto giorni, di concedermi un buon vento d’est, ed io mi diressi verso ponente.»

ll fatto giustificò la congettura cosmografica dell’Ammiraglio. Avanzando verso l’ovest, trovò quell’atmosfera temperata e serena, che, sotto il meridiano indicato, aveva rinfrescato il suo petto. «Per diciassette giorni, Dio nostro Signore mi diede un buon vento.» Ma le vettovaglie erano guaste, e la maggior parte putrefatte. Le botti di vino giacevano vuote. Non rimaneva altro che un barile d’acqua in ciascuna delle tre navi. In pericolo di morire di sete, nonostante il dispiacere di allontanarsi dalla sua strada, l’Ammiraglio fece governare al nord, verso le isole Caraibe, nella speranza di prender quivi viveri, acqua, e di far racconciare le caravelle. Gli equipaggi trovavansi in uno stato miserabilissimo. Mentre tutti erano in preda ai più vivi timori, al mezzodì del 31 luglio, un marinaio di Huelva, Alonzo Ferez Nizzardo, famiglio dell’Ammiraglio, salito a caso in cima all’al-

  1. «Y entre en tanto ardor y tan grande que crée que se me quemasen los navios y gente, que todo un golpe vino à tan desordenado, que no habia persona que osase descender debajo de cubierta á remediar la vasija y mantenimientos, etc.» — Cristoforo Colombo, Relazione del terzo viaggio indirizzata ai Re Cattolici.