Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/25

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capitolo primo 5

bero maestro, vide spuntare all’occidente tre cime di montagne che parevano unite alla base.

Era la terra tanto desiderata!

Essa pareva lontana circa quindici leghe1; e per una prodigiosa singolarità, sembrava a tale distanza presentare misteriosamente l’emblema della Trinità, di cui l’Ammiraglio aVeva fatto il voto d’imporle il nome!


§ II.


Le strane circostanze di questa scoperta, le tre vette uscenti dalla medesima base, e ricordanti in una maniera così precisa il voto dell’Ammiraglio hanno percosso di stupore i cronisti contemporanei, e gli storiografi regi. Pietro Martire, nel raccontare l’avvilimento degli equipaggi oppressi dai più gran timori, e tormentati dalla sete, descrive la gioia che suscitò la vista improvvisa di quelle tre cime elevatissime2. Oviedo riferisce che l’isola della Trinità fu «così chiamata dall’Ammiraglio, perchè aveva deliberato di nominare la prima terra che scoprirebbe a quel modo, e aggiunge; che vide tre montagne in una medesima ora, molto vicine le une alle altre3.» In due suoi scritti sulle Indie occidentali, Herrera prova questa strana coincidenza tra’l voto dell’Ammiraglio, e l’apparizione di quella terra sconosciuta. «Il marinaro dalla gabbia vide tre punti di terra, in modo che il nome dell’isola si riferì interamente al voto dell’Ammiraglio4.» Munoz, il quale ebbe sott’occhi relazioni e documenti, che dappoi, si smarrirono, c’insegna che Colombo attribuì quella scoperta ad un benefizio segnalato di

  1. Fernando Colombo, Storia dell’Ammiraglio, cap. lxv.
  2. «Nauta quidem speculator tres montes altissimos sublatis præ lætitia ad cœlum vocibus se conspicere proclamat.» — Petri Martyris Anglerii, Oceaneœ Decadis primae, lib. sextus.
  3. Oviedo y Valdez, Storia naturale e generale delle Indie, lib. III, cap. iii. — Traduzione in francese di Giovanni Poleur, cameriere di Francesco I.
  4. Herrera, Descrizione delle Indie occidentali, che oggidì chiamansi Nuovo-Mondo, cap. vii, pag. 16. — Edizione d’Amsterdam, 1622.